Asl, comitato dei sindaci dice no al trasferimento del distretto presso l'ex Maffucci

FOTI
12 febbraio 2018, 18:14
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Ecco il testo della lettera inviata dal sindaco Paolo Foti alla manager dell'Asl Maria Morgante

''Con la presente, il sottoscritto Paolo Foti nella qualità di Presidente del Comitato di Rappresentanza dei Sindaci per l’Ambito Territoriale dell’Asl di Avellino, unitamente ai componenti del predetto Comitato, esprime il più vivo disappunto in relazione alla paventata nuova localizzazione della sede del Distretto dell’Asl di Avellino, che da quanto si apprende dagli organi di stampa, dovrebbe interessare anche il Poliambulatorio Specialistico.
Diverse sono le motivazioni alla base della ferma contrarietà, riconducibile peraltro non solo al Comitato che presiedo rispetto a detta scelta.
Cittadini ed organizzazioni, anche estranee al mondo della sanità, in particolare hanno posto l’accento, condiviso da questo comitato, sui gravi disagi che rischiano di investire l’utenza, in virtù della distanza - eccessiva se si pensa ai soggetti destinatari dei servizi erogati da un’Azienda Sanitaria e alla circostanza della scarsa presenza di mezzi pubblici di collegamento - che separa la sede dell’ex Ospedale Maffucci dal centro della città, con la conseguenza che la Tutela del Diritto alla Salute, già fortemente compromessa da endemiche carenze di risorse, rischierebbe di subire, anche per effetto di scelte di natura meramente logistica, ulteriori pregiudizi in relazione a quel connotato di effettività che deve, invece, necessariamente caratterizzarla.
Si auspica, pertanto, che la Signoria Vostra voglia tenere in debita considerazione le istanze, che sono state da più parti manifestate, anche alla luce di un percorso che, se da un lato evidenzia un apprezzabile tentativo di rimettere in ordine i conti della sanità, dall’altro si scontra con l’assenza di un confronto con le organizzazioni interessate, che avrebbe potuto favorire l’assunzione di scelte più compatibili con le esigenze di fasce, non solo già di per sé disagiate, ma il più delle volte, deboli della popolazione''.

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