Dopo Solofra anche Sant'Angelo vuole impugnare l'Atto aziendale dell'Asl

salute/sanità
13 ottobre 2017, 15:03
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Il sindaco di Solofra accoglile l’invito di Marco D’Acunto della Cgil Funzione Pubblica e impugna l’atto aziendale dell’Asl di Avellino. Una strada che sta per seguire anche il sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi. Rosanna Repole conferma la bocciatura del piano di Maria Morgante. “Ieri  - ci ha detto telefonicamente - abbiamo valutato in giunta la situazione e inoltrato subito richiesta di un incontro con la dott.ssa Morgante. L’orinentamento è che se non ci sarà al più presto un serio confronto istituzionale sulla questione - ha concluso Repole  - seguiremo la strada già intrapresa dal sindaco di Solofra e suggerita dai sindacati e cioè quella di impugnare l’atto''.

Insomma, sul piede di guerra le amminsitrazioni  di Solofra e Sant’Angelo dei Lombardi, nei cui comuni si trovano i due ospedali più penalizzati dal nuovo piano aziendale. Ma indispettiti sono anche altri sindaci altirpini pronti a condividere la battaglia, ''che è una battaglia per i diritti dei cittadini'', dicono sia Repole che Vignola. Quest’ultimo non ha gradito l’annullamento di un incontro con la Morgante, richiesto all’indomani della pubblicazione del documento sul Burc. Incontro annullato senza una nuova caonvocaizone. ''Perché -  si sfoga Michele Vignola sulla pagine di un quotidiano locale - non togliere qualche unità operativa complessa negli uffici Asl invece che negli ospedali  che offrono prestazioni ai cittadini?''

Solofra vuole recuperare le unità complesse che la Morgante ha accorpato ad altre strutture, in particolare Ariano. Tanto per cominciare l’ortopedia  ma anche la medicina del lavoro. Vignola è infuriato. Non molla, ''il Landolfi - dice - deve esere potenziato e non ridotto a  semplice poliambulatorio''. Insomma da Sant’Angelo a Solofra, per passare attraverso Ariano - dove a protestare sono le associazioni Cittadinanzattiva e Tribunale per i diritti del malato - l’atto aziendale dell’Asl non piace praticamente a nessuno. Inoltre si lamenta la difficoltà di aprire un dialogo con i vertici dell'azienda santaria.

(di Nicoletta Caraglia )

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