Il Consorzio di tutela dei vini d’Irpinia conferma il no al biodigestore a Chianche

04 luglio 2020, 14:46
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Il  “Consorzio di tutela dei vini d’Irpinia”  fin dall’inizio  si è pronunciato con fermezza contro l’ipotesi di realizzare nel territorio di Chianche,  nel cuore dell’area di pregio “D.O.C.G” del Greco di Tufo “ , un impianto industriale di trattamento dei rifiuti organici .  Le ragioni, che si sono riconosciute in quelle del  Coordinamento creato tra comuni, associazioni e aziende vitivinicole, sono state ampiamente chiarite facendo intendere che non vi è nulla di ideologico rispetto alla natura dell’impianto e al dovere di creare un ciclo integrato provinciale in materia di trattamento dei rifiuti.Esse, infatti, riguardano l’infelice collocazione in un’area insufficiente e  non attrezzata dal punto di vista produttivo che comporterà un esorbitante esborso di denaro pubblico per espropri e la realizzazione di infrastrutture e sottoservizi del tutto inesistenti,  inserita in un contesto dall’alto valore naturalistico e di pregio agricolo, collegata con una rete stradale palesemente insufficiente, lontana ben 25 chilometri dal più vicino casello autostradale, soggetta a ripetute chiusure per caduta massi,  prossima a pochi metri al passaggio a livello ferroviario e al fiume  Sabato, per nulla baricentrica rispetto alla perimetrazione del territorio irpino  ma prossima alla città di Benevento, vocata  a una valorizzazione in chiave enoturistica e non certo di filiera del trattamento dei rifiuti. Altri comuni in provincia di Avellino hanno avanzato altrettante  manifestazioni di interesse per  ospitare il biodigestore  e tutti  palesemente più corrispondenti  ai requisiti previsti dalla normativa nazionale e regionale in materia rispetto al  comune di Chianche. 

Non abbiamo mai ceduto alla logica del “no nel mio giardino”  avendo ragionato sempre in termini di compatibilità territoriale provinciale e di corrispondenza alle regole e ai principi legislativi di merito.  In un momento difficile come quello post pandemico per l’agricoltura di pregio assestare un altro colpo punitivo significherebbe concorrere a relegare questo settore strategico dell’economia irpina e regionale in una condizione di grave difficoltà con conseguenze negative non indifferenti nel settore vitivinicolo e per gli stessi territori che hanno scommesso su una precisa vocazione di sviluppo.  Per questi motivi rivolgiamo alle istituzioni regionali e provinciali preposte un invito alla ragionevolezza e alla responsabilità  perché , al di là dello studio del Commissione incaricata di valutare il contesto di disponibilità, siano solo gli Organismi collegiali istituzionalmente preposti dell’A.T.O. Rifiuti di Avellino a realizzare il diritto esclusivo di valutazione e di decisione in merito.

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