"Il Giogo delle parti", l'Irpinia contro la violenza

Mimma Lo Mazzo
15 gennaio 2014, 15:42
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"Il Giogo delle Parti: Azioni in rete", è questo lo slogan della campagna sociale di prevenzione ed intervento proposta dall’Ufficio di Parità provinciale e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl cui hanno aderito già tanti attori del territorio: l’Ufficio scolastico provinciale, l’Asl di Avellino, il comando provinciale dei Carabinieri, la Questura, il Distretto intercomunale Irno-Solofrano, la Consulta provinciale degli studenti, il comitato provinciale Unicef, l’Unione degli studente.
Violenza contro le donne, fenomeni di bullismo negli ambienti scolastici, omofobia e razzismo. Scatta la prevenzione con il progetto “Il Giogo delle Parti: Azioni in rete”. All’impegno della consigliera di Parità della Provincia di Avellino, Domenica Lo Mazzo, si è associato quello delle referenti delle organizzazioni sindacali della Cgil, Cisl, Uil e Ugl, e della dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Rosa Grano, per sottoscrivere un protocollo d’intesa atto a contrastare comportamenti devianti a discapito di chi è diverso e più debole. Il protocollo prevede un concorso digitale lanciato attraverso la pagina facebook Azioni in rete: i ragazzi tra gli otto e i diciannove anni avranno la possibilità di accedere alla pagina e inviare un elaborato inerente al contrasto alle violenze. Il bando resterà aperto fino alla fine di febbraio, poi una commissione stabilirà il vincitore, il cui lavoro diverrà la campagna di sensibilizzazione istituzionale. Il provveditore agli studi Rosa Grano ha dato disponibilità nel coinvolgimento delle scuole irpine. «Il Giogo delle Parti è un’iniziativa capace di muovere reti di sostegno, che non lascia alibi per l’immobilismo. L’impegno nelle scuole deve essere totale, e riguarderà docenti e studenti – annuncia la Grano –». Un’altra importante iniziativa messa in campo dalle organizzazioni sindacali è l’istituzione di uno sportello di ascolto per le donne vittime di soprusi in forma itinerante. Ogni sindacato – secondo un calendario – metterà a disposizione la propria sede per accogliere quante vorranno trovare un supporto psicologico e legale per denunciare la violenza subita. Mentre a Mercogliano presso il Centro Sociale “Campanello” è un servizio già concreto. Non è tutto: l’ufficio di parità ha già proposto ai consigli comunali della provincia di adottare la delibera che prevede la costituzione di parte civile dell’ente in tutti i processi per violenza sulle donne. Una delibera cui hanno già aderito i comuni di Mercogliano, Serino, Santa Lucia di Serino, Atripalda, Sant’Angelo dei Lombardi e Montefusco. Si aspetta il prossimo 27 gennaio affinché anche l’amministrazione guidata da Paolo Foti possa discuterne l’approvazione. 
(di Valentina Bruno )

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