Irpinia, si chiude la stagione dei saldi. Cidec: "Andamento positivo"

02 settembre 2017, 11:44
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L'analisi del Presidente provinciale C.I.D.E.C. Nicola Grasso: "Se fino a qualche anno fa i saldi di fine stagione costituivano il 30% delle vendite, oggi ne rappresentano il 50%. Questo cambiamento naturalmente rappresenta un vantaggio per il consumatore ma uno svantaggio per il commerciante, in quanto preclude la vendita delle categorie merceologiche stagionali. Dietro questa tendenza le imprese hanno difficoltà a stare in piedi". 

Vendite stabili, consumatori che sono attenti al rapporto qualità/prezzo  ed l’elemento qualità che ha difeso i commercianti dalla concorrenza dei grandi colossi online e non. Ecco il primo bilancio dei saldi estivi che, cominciati il primo sabato di luglio, si sono conclusi il 30 di agosto in tutta la regione Campania.Sono in linea di massima soddisfatti i commercianti della provincia di Avellino. “L’andamento è stato positivo –dice Nicola Grasso, presidente provinciale della C.I.D.E.C. –. Oramai è consolidato che i sessanta giorni di prezzi ribassati costituiscono un periodo che risponde pienamente alle esigenze economiche del cliente, in particolare quello irpino. Basti pensare che se fino a qualche anno fa i saldi di fine stagione costituivano il 30% delle vendite, oggi ne rappresentano il 50%. Questo cambiamento naturalmente rappresenta un vantaggio per il consumatore ma uno svantaggio per il commerciante, in quanto preclude la vendita delle categorie merceologiche stagionali. Dietro questa tendenza le imprese hanno difficoltà a stare in piedi. Bisogna infatti considerare anche la concorrenza dettata dalla globalizzazione, dalla crescita dei grossi gruppi, dall’e-commerce,  e dunque dalla possibilità di trovare sconti allettanti nel corso di tutto l’anno. Come ci difendiamo? Con la qualità. È il prodotto di qualità, made in Italy che richiama il cliente da tutta la Campania ed anche delle regioni confinanti come la Puglia. E dire ‘Gli articoli di alta fattura o di marca costano troppo cari’, è una diceria, un falso mito in quanto è possibile trovare capi di qualità a prezzi contenuti. Solamente qualificando il prodotto possiamo difenderci, e il discorso vale per le attività commerciali legate all’abbigliamento, ma anche per la ristorazione, il settore dei pubblici esercizi e quello alberghiero. Credo che in provincia di Avellino una riqualificazione generale dell’offerta si potrà raggiungere presto, entro circa cinque anni, in relazione al progetto del nuovo interporto di Valle Ufita e della modernizzazione delle reti ferroviarie come Rocchetta- Avellino e la Napoli-Cancello-Bari con la stazione Irpinia in valle Ufita”.

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