Natale, gli auguri alla Diocesi del Vescovo Melillo

vescovo sergio melillo
22 dicembre 2018, 17:43
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«C’è stato da parte di Dio uno sforzo di inabissarsi, di sprofondarsi dentro di noi, perché ciascuno – dico ciascuno di voi – possa dargli del tu, possa avere confidenza, possa avvicinarlo, possa sentirsi da lui pensato, da lui amato».

San Paolo VINatale 1971


Amati sacerdoti, parroci, diaconi, religiosi/e, operatori pastorali,  cari fedeli, uomini e donne di buona volontà,
 con cuore grato al Signore per la vicinanza e la testimonianza che ricevo   quotidianamente, nell'approssimarsi del Natale, vi invito a ripercorrere la Parola di Dio sorgente di vita e speranza.  «E tu Betlemme di Efrata, - afferma il profeta Michea - così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele" (Mich.5,1).  Il profeta accende, dunque, la speranza di Israele. Gesù viene a ristabilire la giustizia e la pace, in contrasto con un'attesa messianica trionfalistica. La irrilevanza del piccolo villaggio di Betlemme segna la predilezione di Dio per i piccoli ed i poveri. Betlemme è il cardine della nostra fede. Una fede che fluisce nella storia, tra le  strade, le parrocchie, le case, i nostri paesi che grondano memoria, tra lo spazio arioso di colline intrise di nobile cultura contadina, tra fabbriche dismesse e attività operose e le giuste  attese della nostra gente. Gesù veniva al mondo in «una situazione sociopolitica e religiosa carica di tensione, di agitazioni e di oscurità. La sua nascita, da una parte attesa e dall’altra rifiutata, riassume la logica divina che non si ferma dinanzi al male, anzi lo trasforma radicalmente e gradualmente in bene...» (Papa Francesco) Chiediamoci: come accogliere il Natale? «Al di là del sospetto che siamo davvero su vie sbagliate, sopravviva la nostalgia che la vita è un dono, questo è il significato profondo del Natale: il dono del Padre a figli disperati e soli; il dono di un figlio e di un fratello che ci salvi dalla disperazione e dalla solitudine. E che ritorni ad apparire qualche segno di maggiore umanità nei nostri rapporti, in queste nostre città sempre più 'senza Dio'» (David M. Turoldo). Il Natale del Signore dona speranza, slancio per amarci, senza porre in atto imboscate ai Pastori che, all’annuncio dell’Angelo, contemplano 'senza indugio' Maria, Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. Il Natale ci rivela che  la lotta tra forza e povertà è iniziata a Betlemme.

Monsignor Sergio Melillo, Vescovo di Ariano-Lacedonia

Sua Eccelenza formulerà i suoi auguri anche tramite la nostra emittente. Il messaggio sarà trasmesso lunedì 24 dopo il tg e il 25, giorno di Natale, alle 14.55

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