Ospedale Ariano, lettera aperta all'Asl: "In Dialisi siamo diventati pacchi, costretti a rinunciare o spostarci"

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09 settembre 2019, 18:16
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Lettera aperta all’Asl Av da parte di un paziente dializzato: "Stamattina eravamo nove pazienti ad aspettare il nostro quotidiano turno di dialisi, ma gli infermieri disponibili erano solo due e non bastavano per coprire il numero di pazienti presenti. Qualcuno di noi, ha dovuto rinunciare alla dialisi, posticipandola nel pomeriggio. Ci è stato proposto anche di attendere un’ambulanza ed essere trasportato nell’ ospedale di Sant’Angelo dei Lombardi".


“Per quanto potremmo essere ancora pazienti?” E’ questa la domanda che mi pongo da qualche tempo, non solo io, purtroppo, ma tutti le altre persone che come me sono costretti a frequentare quotidianamente il reparto di Dialisi dell’ospedale Frangipane di Ariano Irpino. Tutto ha un inizio, e all’inizio ho visto direttori vantarsi dell’obiettivo raggiunto ovvero Dea di Primo livello. Presidenti, deputati, ministri, sindaci e consiglieri fare a gomitate per mettere al loro petto la medaglietta che gli attestasse univocamente il merito di tale risultato. Ma questo è stato solo l’inizio, la prosecuzione l’abbiamo avuta con l’inaugurazione di nuovi reparti, ed ovviamente, anche in queste occasioni, ci sono state tante belle parole e vanti da accaparrarsi. Ma c’è un’altra verità, che in pochi conoscono realmente. La verità, quella di noi pazienti, è che dal quel momento abbiamo dovuto assistere ad un calo netto del personale di reparto. Tagliando personale solo nei reparti già esistenti per mandarlo in quelli appena inaugurati e non è stato poi nemmeno possibile successivamente sopperire ad assenze lavorative degli infermieri per vario genere. Ma a tirar troppo la corda prima o poi si spezza. Da qualche tempo, noi pazienti della dialisi, preoccupati da questa situazione, abbiamo deciso di far sentire la nostra voce in direzione sanitaria. Solo pochi giorni fa, il responso. Ci avevano “rassicurati”, spronandoci a non preoccuparci poiché il numero “legale” di infermieri per pazienti era presente in reparto. Stamattina eravamo nove pazienti ad aspettare il nostro quotidiano turno di dialisi, ma gli infermieri disponibili erano solo due e non bastavano per coprire il numero di pazienti presenti. Qualcuno di noi, ha dovuto rinunciare alla dialisi, posticipandola nel pomeriggio. Ci è stato proposto anche di attendere un’ambulanza ed essere trasportato nell’ ospedale di Sant’Angelo dei Lombardi. Pazienti che diventano pacchi, preferendo un trasferimento in un ospedale che dista 50 km, invece di arricchire l’organico di reparto, per raggiungere il necessario numero legale. La domanda che ci poniamo è: “Dove sono finiti politici, che nelle loro tante passerelle hanno sprecato belle parole, dimenticandosi delle vere necessità dei pazienti. Perché chi dirige non prende atto della situazione gravosa di alcuni reparti, nella fattispecie la dialisi che non può avere solo cinque infermieri per coprire tutti i turni e finalmente non prende provvedimenti, data la rovinosa situazione creatasi?”

Luca P.

(n.d.r per rispetto del paziente in questione non abbiamo messo le generalità complete, ma abbiamo verificato identità e attendibilità della segnalazione)

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