Sirpress, confronto serrato. Sindacati contro /VIDEO

16 aprile 2018, 15:15
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Dopo settimane di proteste da parte dei lavoratori, incontro questa mattina tra sindacati e azienda presso la sede di Confindustria Avellino. La vertenza sul tavolo è quella dell'ex Almec, oggi Sirpress, azienda di Nusco di proprietà del gruppo Gruppioni. L'azienda, tempo fa, si era impegnata a riassorbire quanti, dopo il fallimento della precedente gestione, erano finiti in mobilità. Si tratta di lavoratori che hanno intorno ai 50 anni. I sindacati parlano di patto tradito, dato che l'azienda ha annunciato delle assunzioni, pare una quarantina, ma con l'intenzione di riassorbire solo una minima parte di coloro che sono in mobilità. Da giorni i dipendenti sono in presidio  davanti allo stabilimento di Nusco. Il sit-in, in particolare degli iscritti alla Fiom, questa mattina si è spostato in via Palatucci sotto la sede degli industriali irpini. Da registrare la divisione tra sigle sindacali, con la Cgil al fianco di chi è rimasto fuori dall'azienda, e la Fismic più propensa ad accettare la proposta della Sirpress, quella cioè di assumere una parte di chi è rimasto fuori, ma di fare spazio anche ad una quota di giovani.

La nota diramata dall'Unione degli Industriali al termine del vertice

Si è tenuto oggi presso la sede di Confindustria Avellino, il previsto incontro tra la SIRPRESS Srl di Nusco , le OO.SS. e la RSU.

Nel corso dell’incontro, la Direzione aziendale ha manifestato ampia disponibilità al confronto,  ribadendo la volontà di salvaguardare il giusto equilibrio tra l’esigenza di immettere giovani per garantire il futuro dell’azienda in una prospettiva di medio termine, e  quella di continuare ad assorbire i lavoratori ex ALMEC che non hanno ancora trovato una collocazione.

Dopo una lunga discussione  non è stato possibile raggiungere un accordo per la posizione intransigente della FIOM-CGIL che ha preteso l’immediato inserimento di 27 lavoratori ex ALMEC, quelli che hanno partecipato alle proteste, a prescindere dalle professionalità richieste, e dalle parimenti condizioni di disagio di altri lavoratori ex Almec.

Questa posizione è stata ritenuta assolutamente inaccettabile dall’Azienda  perché fortemente discriminatoria nei confronti dei restanti ex 113 lavoratori ex Almec, e perché ostile rispetto all’assunzione di giovani, considerata strategica per il prosieguo dell’attività aziendale.

Inoltre la Direzione Aziendale ha confermato che le possibilità di nuova occupazione sono legate ad un programma di investimenti che vede la partecipazione di SIRPRESS ad un contratto di sviluppo, in corso di istruttoria, denominato “Automotive Future”.

Pertanto nella prospettiva dei nuovi investimenti ed in un contesto di gradualità, l’azienda continuerà a prestare la massima attenzione ai lavoratori ex Almec, rimasti privi di ammortizzatori sociali, ritenuto un impegno morale indipendentemente dalle richieste del sindacato, pur non essendovi vincoli od obblighi in tal senso.

L’azienda, nostro tramite, intende precisare che in ogni caso resta disponibile al dialogo, a condizione che vengano superate le pregiudiziali poste dalla FIOM nell’incontro odierno e che rientrino le forme di protesta scomposte ed intimidatorie nonché le dichiarazioni lesive della reputazione e della dignità dell’azienda e dei suoi rappresentanti. 

La posizione di Fismic e Ugl

La pretesa della fiom di far assumere prioritariamente i 27 dei 140 lavoratori ex almec che hanno protestato davanti alla fabbrica di nusco, e’ la causa della rottura con la direzione della sirpress.

Le segreterie provinciali di fismic ed ugl/m insieme alle rsu di stabilimento, stigmatizzano l’atteggiamento anti democratico del segretario della fiom Sergio Scarpa, colpevole del fallimento del negoziato. 

E’ indispensabile dal punto di vista unitario dicono i responsabili di fismic e ugl/m zaolino e davidde che si possa condividere una strumentalizzazione per cui chi ha protestato abbia un diritto di precedenza su tutti gli altri 140 ex almec ancora fuori.

Eravamo arrivati ad un passo dall’accordo che avrebbe dato la soluzione per tutti in un mix giovani e over 50 bisognosi di rientrare e tutto questo e’ stato impedito da un’attegiamento sbagliato da parte della fiom.

Fismic e ugl/m che da soli rappresentano oltre il 90% degli addetti faranno di tutto per riportare a soluzione la vertenza. 

Certo e’ concludono zaolino e davidde se la cgil non si chiarira’ al suo interno con la fiom sulla linea politica da adottare (o principi di trasparenza uguali per tutti oppure imposizioni ricattatorie) sara’ molto difficile recuperare l’unita’ sindacale e dare risposte ai bisogni dei giovani e degli over 50.

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