Strage del bus, l'ira dei familiari: ''Vergogna assassino''

strage a 16
10 maggio 2017, 22:06
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Strage del Bus sull’A/16. La manutenzione dell’autobus che precipitò dal viadotto Acqualonga era corretta. È quanto emerge nel corso dell’ultima udienza per la strage nel Tribunale di Avellino. A produrre la dichiarazione, estrapolata da una intercettazione ambientale, i difensori del titolare dell’autobus.
Momenti di tensione al tribunale di Avellino dove i parenti delle vittime della strage del bus dell’A/16 hanno inveito contro Gennaro Lametta urlando: vergognati assassino. Questo è successo quando i difensori del titolare della ditta di autonoleggio hanno prodotto una intercettazione ambientale che riporta un colloquio tra Gennaro Lametta e il meccanico che effettuava i controlli sui mezzi nel quale si affermava che la manutenzione dell’autobus era corretta. Nel colloquio il meccanico confermava la corretta manutenzione del mezzo fugando qualsiasi dubbio sull’efficienza del mezzo. Nonostante l’opposizione delle altre parti in causa e la forte contestazione dei parenti delle vittime il colloquio è stato acquisito agli atti del processo e verrà preso in considerazione dalla difesa. In realtà si vuole dimostrare che il pullman era in ordine e che il motivo della tragedia non sarebbe riportabile alla cattiva manutenzione. Tutti fatti che poi saranno al vaglio del giudice. Continua nel frattempo lo studio sul guardrail dell’autostrada perché secondo alcune ricostruzioni se i tirafondi sul viadotto di Acqualona fossero stati a norma avrebbero retto ad un impatto di 110 chilometri orari. La prossima udienza è fissata per il 26 maggio. Pochi gionri fa intanto poco lontano dal famigerato ponte settanta pellegrini provenienti dalla Puglia e diretti nel casertano hanno vissuto attimi di paura per un’avaria del pullman. A prestare soccorso i vigili del fuoco e la Polizia Stradale che li hanno accompagnati fino al casello di Baiano dove si sono rimessi in cammino con un altro torpedone. 
















































(di Marco La Carità )

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