Trasporti, dall'11 settembre torna il treno Avellino-Napoli

10 agosto 2017, 20:02
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Dall'11 settembre torna attiva la tratta ferroviaria Napoli-Avellino, servirà anche le zone di Montoro e Solofra. Due i treni: uno al mattino in partenza alle 6.20 dal capoluogo irpino con arrivo a Napoli Centrale alle 7.50, fermate intermedie a Solofra, Montoro-Forino, Mercato San Severino, Nocera Inferiore e Pompei; uno al pomeriggio in partenza da Napoli alle 17.02 con arrivo ad Avellino alle 18.30. Il costo del biglietto di corsa semplice sara’ di 4,70 euro, (5,50 quello a tariffa integrata); l’abbonamento mensile sulla relazione Avellino - Napoli e’ di 86 euro".

Critiche le associazioni

«Si tratta di una riattivazione senza una precisa scelta per il miglioramento del servizio – si legge in una nota di Federconsumatori Avellino e dell’associazione in_loco_motivi - in quanto si propongono 90 m. di percorrenza e, per giunta, di una sola corsa giornaliera. Una soluzione che potrebbe riferirsi a venti anni fa quando la tratta era esercitata con sistemi di circolazione arcaici mentre oggi, in virtù degli interventi strutturali operati sulla linea, che hanno comportato anche un notevole impegno economico, si può proporre da subito la sua velocizzazione, anche alla luce della prospettata elettrificazione da Salerno/Avellino/Benevento e della valorizzazione della identificata Area vasta della città capoluogo. La sperimentazione proposta è perciò poco proficua ed è destinata a creare più critiche che benefici. Quanto prospettato dalla Regione Campania è sicuramente un passo in avanti che rischia, purtroppo, di farne fare in seguito due indietro. Sarebbe opportuno istituire, perciò, almeno un'altra corsa per poter effettuare, successivamente, una prima e congrua verifica sulla frequentazione. Per questi motivi la Federconsumatori di Avellino e l’Associazione in_loco_motivi, che da tempo hanno prospettato un miglioramento dei collegamenti con la città capoluogo di regione, ritengono necessario una rivisitazione della decisione adottata per dimenticare chi cancellò l’Irpinia dalla geografia ferroviaria».

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