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Un piano per rilanciare l’ospedale «Landolfi» di Solofra: le proposte della Cisl

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Avellino, 7 febbraio 2020 - «Continuare a pensare al presidio ospedaliero di Solofra come un corpo a se stante e con il solo scopo limitativo e riduttivo di trovare e dare una configurazione che può garantirne l’esistenza, rappresenta una linea infruttuosa che ricalca in modo fallimentare ciò che fino ad oggi è stato fatto o per meglio dire ciò che fino ad oggi non è stato fatto», dichiara Antonio Santacroce, segretario generale Cisl Fp Irpinia-Sannio.
«Un qualsiasi ragionamento non può prescindere da un inquadramento dello stesso in un panorama più ampio rispetto a quello attuale. Occorre definire una volta per tutte quale debba essere la sua missione», afferma Silvestro Iandolo, segretario aziendale Cisl Fp Irpinia- Sannio. «Più volte – prosegue Iandolo - si richiama il decreto 29 poiché esso rappresenta l'origine di un cambiamento che ne fatti non si è mai realmente avviato, anzi appare ancora lontano dal realizzarsi soprattutto in considerazione degli aspetti, strutturali, logistici, funzionali ed organizzativi».
«Riguardo il futuro del Presidio di Solofra ricordiamo a tutti che l’Atto aziendale del Moscati definitivo contenente le linee di attività della struttura di Solofra ancora non esiste», osserva Mario Walter Musto, coordinatore della Sanità pubblica e privata della Cisl Fp Irpinia-Sannio, che aggiunge: «Al di là dei proclami, riteniamo doveroso porre all’attenzione le priorità per mettere mano fattivamente alla riorganizzazione dei servizi ospedalieri di Solofra». 
Quindi Csil Fp Irpinia-Sannio detta la linea: definizione dell’Atto aziendale necessario a definire la dotazione organica dell’azienda degli Ospedali riuniti di Avellino e Solofra e di un vero “piano delle assunzioni”; assunzione delle figure mancanti quali dirigenti medici, infermieri, ostetriche, tecnici di laboratorio, operatori socio sanitari in particolar modo presso le Unità operative di Medicina, Chirurgia, Ostetricia e Ginecologia, Laboratorio Analisi. Operazione assolutamente necessaria considerato l’ingente numero di personale collocato in pensione nel corso degli anni è mai sostituito e che rende attualmente impossibile garantire la copertura dei turni h 24; adeguamento e giusto dimensionamento degli organici in rapporto all’attività da espletare; ammodernamento delle attrezzature e apparecchiature sanitarie ormai obsolete da rimpiazzare con mezzi diagnostici e di indagine all’avanguardia; sicurezza sui luoghi di lavoro che oltre a proteggere i pazienti prima ancora deve proteggere i lavoratori; adeguamento alle normative in vigore della struttura;  potenziamento del Pronto soccorso di Solofra, che non deve intendersi come un doppione, ma se reso sinergico con quello del Moscati eviterebbe il solito ricorrente e consueto ingolfamento e permetterebbe il decongestionamento di varie Unità operative presso la città ospedaliera di Avellino.
«Solo con l’attuazione di questi punti, che sono quelli prioritari, si può pensare e sperare nel rilancio delle attività sanitarie dell’Ospedale di Solofra previsto con il decreto 29/2018», conclude il segretario generale Cisl Fp Antonio Santacroce.

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