Caso Parzanese, l'ira degli studenti: ''Altro che scansafatiche, le aule erano fredde''

11 gennaio 2017, 21:23
9199
Condividi

Riceviamo e pubblichiamo la nota dei rappresentanti d'istituto del Liceo Parzanese di Ariano:

''Oggi Mercoledì 11 gennaio 2017 alla riprese delle lezioni, i Rappresentanti d'Istituto del Liceo Pietro Paolo Parzanese di Ariano Irpino, viste le temperature molto basse di questi giorni, sono entrati a controllare la situazione nelle varie classi. Dopo un breve sopralluogo si sono accorti che la temperatura era al di sotto dei 18° previsti; hanno fatto pertanto un tour più accurato con termometro alla mano per constatare le temperature interne all'edificio e i risultati sono stati quelli attesi: temperature non adeguate e non a norma di legge, ovvero in alcune classi di 11°-12°C e in altre “più calde” fino ad un massimo di 15°C. Poco prima delle 9 sono usciti così dalla scuola per mettere al corrente gli altri alunni della situazione e decidere se  partecipare o meno alle lezioni, provocando l'indignazione del Dirigente Scolastico e del Presidente della Provincia, nonché Sindaco di Ariano, Domenico Gambacorta.

Grande il malcontento degli studenti: accusati di essere disertori, irresponsabili e “scansafatiche”  con l’utilizzo di toni aggressivi e minacce. “O entrate o finiamo sui giornali!” afferma il Primo Cittadino. Eccoci qui. Nessun comportamento pretestuoso,  solo voglia di verità e di rispetto.Le temperature idonee così come erano state promesse non c’erano.  I riscaldamenti erano stati sì accesi, ma non per il tempo necessario a riscaldare l’ambiente.Seguendo la pressione di Dirigente e Presidente della Provincia, circa metà degli studenti è entrata e ha assistito infreddolita alle lezioni, l’altra metà è rimasta fuori per protesta.Evidentemente è più facile attaccare i ragazzi, i giovani, gli studenti che hanno meno strumenti per difendersi che instaurare un dialogo con questi ultimi. Si può gestire in questo modo un liceo che conta ben 600 studenti?''.

ARTICOLI CORRELATI

SOCIAL: Condividi questo articolo

COMMENTA QUESTO ARTICOLO