“Non vogliamo privatizzare l’Amu”, il consigliere Franco Lo Conte spiega la linea della maggioranza. “Nostra proposta alla Regione per conservare la società in house

Franco Lo Conte
13 settembre 2017, 17:03
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Il Consiglio Comunale di Ariano Irpino ha approvato le modifiche statutarie dell’azienda di mobilità Amu, secondo quanto imposto dal decreto legislativo Madia sulle società partecipate. “Ci siamo dovuti adeguare alla norma, non potevamo fare diversamente – dice il consigliere comunale Franco Lo Conte – In ogni caso, è nostra volontà tutelare l’azienda e i livelli occupazionali. La maggioranza e la giunta hanno accolto la mia proposta di chiedere alla Regione Campania di trasferire direttamente al Comune o all’azienda la propria quota prevista per il servizio”.
In questo modo, l’Amu rimarrebbe società in house, cioè di diretta emanazione dell’Ente, perché il suo fatturato sarebbe costituito per l’80% dall’attività richiesta dal proprietario, che è appunto il Comune di Ariano Irpino.
L’Amministrazione Comunale garantisce ora il 44% del fatturato, mentre la Regione Campania trasferisce all’Amu una quota pari al 36% per il tramite della Provincia. Con l’assegnazione diretta e senza più il passaggio con l’Ente di Palazzo Caracciolo, si raggiungerebbe il tetto dell’80% imposto dal decreto Madia.
“Non dovrebbero esserci problemi ad accogliere questa proposta – confida Lo Conte – La Regione non avrà costi aggiuntivi, deve solo modificare l’assegnazione delle risorse, così accade in altri casa. E’ stato sollecitato un incontro urgente a Napoli per avere risposte immediate su questa istanza”.
Lo Conte critica l’atteggiamento assunto dall’opposizione durante i lavori dell’ultima seduta di Consiglio Comunale: “La minoranza non ha voluto accogliere questa mia proposta, che avevo presentato sotto forma di ordine del giorno. Ha continuato esclusivamente a criticare, senza essere costruttiva. Noi, invece, di fronte ai lavoratori abbiamo dimostrato ancora una volta di voler garantire il servizio e i dipendenti, e che non esiste alcuna ipotesi di privatizzazione”.

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