Terrore sul Raccordo: caccia a banditi, complici e basisti

06 dicembre 2018, 15:25
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''E' stata un'azione di vera e propria guerra dichiarata all'istituzioni. Un attacco alla polizia, ai carabinieri, alla collettività''. Sono le parole utilizzate dal Procuratore della Repubblica Rosario Cantelmo per commentare l'assalto armato a due portavalori lungo il raccordo Avellino-Salerno.

Le indagini proseguono serrate, condotte dagli inquirenti avellinesi in collaborazione con la Dda di Napoli. Almeno quindici i componenti del commando, la maggior parte pugliesi, alcuni potrebbero essere stranieri provenienti dai balcani o dalle ex repubbliche sovietiche.

Bottino del colpo, riuscito a metà, 2 milioni di euro. L'obiettivo era quello di impossessarsi di tutto il denaro trasportato dai blindati, 8 milioni circa.Il blitz era studiato e preparato in ogni dettaglio. I banditi hanno bloccato il raccordo  posizionando di traverso le stesse auto sulle quali viaggiavano. Hanno così intrappolato i due furgoni della Cosmpol lungo un tratto tra Atripalda e Serino che conta circa 5 chilometri. Armati di mitra e kalashnikov hanno minacciato le guardie giurate. Poi con una  mini ruspa hanno sfondato il portavalori, riuscendo a portare via quanto più denaro possibile fino a quando non si è attivato il cosiddetto sistema di spumablock, che in pratica sigilla il contante con un materiale inattaccabile.

Subito dopo si è scatenato il panico. I banditi hanno dato fuoco a una decina di auto, le stesse sulle quali viaggiavano, per coprirsi la fuga, e hanno cosparso l'asfalto di chiodi a tre punte. A quel punto sono entrate in azione le forze dell'ordine: un carabinieri in transito all'altezza di Serino, la Polstrada nei pressi di Atripalda.Ne è scaturito un conflitto a fuoco, centinaia i proiettili rinvenuti sull'asfalto. Mentre si sparava, gli automobilisti erano terrorizzati. Il Raccordo è rimasto chiuso per ore, con enormi disagi alla circolazione.

Come facevano i banditi a sapere che quel giorno a quella ora otto milioni di euro stavano per essere trasferiti dal caveau della banca d'Italia di Salerno? E' questa la domanda che si fanno gli inquirenti. Il sospetto è che ci sia qualche complice tra gli addetti dell'istituto di vigilanza. Per ora è solo un sospetto. La Cosmpol promette massima collaborazione.

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