“Da me al cielo, eterno assoluto”, Le mater matuta di Gennaro Vallifuoco

Mostra a Castel dell'Ovo dal 30 novembre al 9 gennaio
27 novembre 2019, 08:15
226
Condividi

L'artista irpino Gennaro Vallifuoco con la sua arte incanta, fa riflettere ed è orgoglio per la sua terra che gli ha dato i natali.

Ancora una volta fa parlare di sè per le sue indiscusse capacità professionali.

ECCO IL DETTAGLIO

La mostra “ Da me al cielo, eterno assoluto” promossa dal Comune di Napoli – Assessorato alla Culture e Turismo  è la terza tappa del percorso curato da Davide Caramagna dove verranno esposte 14 opere delle 28 del ciclo “Mater Matuta” di Mario Schifano, prima di essere collocate presso la sede della Fondazione Pescarabruzzo in esposizione permanente, e altre 30 opere di Gennaro Vallifuoco anche queste centrate sul medesimo tema.  

Il testo critico del catalogo sarà a cura della dott. Cinzia Tesio ed edito dalla casa editrice Gutenberg.

Nell’organizzazione della mostra Davide Caramagna è affiancato come sempre dal Gallerista Franco Baccaro della Baccaro ArtGallery di Pagani e dall’Associazione Culturale MM18.

La mostra attraverso il ciclo quasi sconosciuto di Mario Schifano ed il lavoro realizzato da Gennaro Vallifuoco attraverso le forme nuove ed antiche delle sue Matres vuole far riscoprire la prestigiosa collezione di Matres Matutae del Museo Provinciale di Capua.

LA MOSTRA

Castel dell’Ovo – Napoli 

30 Novembre 2019 – 9 Gennaio 2020

Lun. - Sab. 9.30-17.30

Dom. e Festiv 9.30-13.30

LA MATER MATUTA DI MARIO SCHIFANO E GENNARO VALLIFUOCO 
La Mater Matuta abbraccia nel suo grembo l’intero ventaglio di simbologie relative alla nascita dell’uomo, superando le barriere di spazio e tempo. Essa trascende il flusso della Storia realizzandosi come mito immutabile.

La testimonianza di queste sensazioni è mantenuta viva dagli splendidi reperti conservati presso il Museo Campano di Capua, vero e proprio luogo della memoria delle origini.

Le Madri di tufo serbano nel loro sacro silenzio la voce del mondo primordiale che attraverso le epoche e le religioni giunge fino ad oggi. Osservando tali reperti archeologici, e la fattura arcaica di un mondo semplice e naturale, si resta incantati e rapiti, e ci si rende conto di come l’uomo riconoscesse nella Madre Terra la sua genuina identità di essere vivente. 
Si tratta di un fascino duraturo e immutabile, che destò sublimi affetti in grandi artisti come Mario Schifano (1934-1998). Proprio grazie alla visione delle Matres Matutae del Museo Campano, su committenza di Domenico Tulino (1936-1999), Schifano realizzò un ciclo di ventotto opere incentrate sull’eterno simbolo della Mater Matuta (diciotto tele e dieci disegni).

Tale ciclo di Mario Schifano, esposto una sola volta nel 2008 in occasione del decennale della scomparsa del Maestro, costituisce un importante momento di riflessione artistica, in quanto rappresenta l’unica occasione in cui Schifano abbia rappresentato il tema sacro.
Altro importante artista profondamente legato al simbolo della Mater Matura è l’avellinese Gennaro Vallifuoco. Illustratore e stretto collaboratore del Maestro Roberto De Simone, Vallifuoco, nella sua polivalenza di linguaggi e poetiche pittoriche, affrontò per la prima volta il tema della Mater Matuta nella realizzazione della scenografia teatrale del Re bello (2004) dello stesso De Simone. In linea con il significato universale della Mater Matuta, l’opera di Vallifuoco ha tradotto in termini pittorici il potere positivo della rigenerazione della vita e del passaggio, nelle stagioni umane, dalle tenebre alla luce.

L’opera di sperimentazione di nuovi linguaggi ha portato il Maestro Gennaro Vallifuoco ad affrontare con rinnovato vigore spronato da Davide Caramagna la simbologia della Mater Matuta, arricchendola dei significati immutabili che sottendono allo scorrere del tempo e della Storia.             

La vivacità e la devozione con cui Schifano e Vallifuoco hanno affrontato un tema esistenziale così ampio e profondo ha portato il Davide Caramagna, Presidente dell’Associazione Culturale MM18, a ipotizzare un incontro delle opere dei due artisti, allo scopo di evidenziare una pluralità di linguaggi, che hanno come base determinante la solennità e il sapore arcaico dei simboli della “Madre del Mattino”.

Il progetto ha preso forma nel momento espositivo realizzato presso il Pio Monte della Misericordia (Napoli) intitolato “7Q – La Mater Matuta di Mario Schifano e Gennaro Vallifuoco” (6 ottobre – 11 novembre 2018), in cui tre opere, rispettivamente, di Schifano e Vallifuoco si sono incontrate con la tela caravaggesca delle “Sette opere di Misericordia” ivi conservata, consentendo al 
vasto pubblico confluito per l’occasione di osservare esiti diversificati di linguaggi pittorici che esprimono concetti ed emozioni senza tempo. La mostra, curata dal Caramagna  con testo critico di Salvatore Di Marzo, inoltre, ha rappresentato l’occasione per l’Associazione MM18 di celebrare il ventennale della scomparsa di Schifano.
Ulteriore momento espositivo è quello legato strettamente alla celebrazione dei venti anni occorsi dalla scomparsa di Schifano, in cui il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (Roma), che, in collaborazione col Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento e la Fondazione Pescarabruzzo, ha ospitato cinque delle tele del ciclo sulla Mater Matuta in occasione della mostra “Mario Schifano a Villa Giulia: un ritorno” (13 dicembre 2018 – 10 marzo 2019), ideata e curata dal Prof. Gianluca Tagliamonte.

ARTICOLI CORRELATI

SOCIAL: Condividi questo articolo

COMMENTA QUESTO ARTICOLO