Infrastrutture digitali, aree industriali al palo: il caso Nusco

04 ottobre 2018, 17:25
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Aziende e infrastrutture carenti. E’ il caso dell’area industriale di Nusco dove solo due stabilimenti sul totale degli insediamenti hanno potuto collegarsi alla fibra ottica. La questione viene sollevata da Nunzia Petrosino, referente della condor e presidente dell’Obr Campania da quest’anno, dopo essere stata la referente dei giovani industriali della Campania.
Non solo si combatte per le arterie stradali, in Alta Irpinia gli imprenditori sono demoralizzati anche per le infrastrutture digitali carenti e scadenti. Il caso viene riproposto attraverso la stampa (su nuovairpinia.it) dalla referente della Condor, Nunzia Petrosino già numero uno dei Giovani di Confindustria Campania e ora alla guida di OBR Campania, l’organismo regionale di Fondimprese. Si parla da tempo di navigazione veloce a servizio del business, eppure nell’area industriale di Nusco – dove la fibra è arrivata da due anni – la maggior parte degli imprenditori non possono usufruire del servizio, dovendo ancora utilizzare l’HDSL. Il problema nascerebbe da una saturazione degli spazi digitali. La Petrosino ha rimarcato le difficoltà, i costi corrisposti ad un servizio che non si può utilizzare, e una situazione in ritardo di 15 anni. Le aree interne già soffrono l’isolamento geografico, a causa del quale c’è un esborso per la logistica da parte degli imprenditori che decidono di collocare in tali posti i propri stabilimenti. Questi si devono trovare anche connessioni che lasciano a desiderare. La Condor, nello specifico, ha scelto Nusco e l’Alta Irpinia dalla fine degli anni 90, ha investito risorse e ha trasmesso competenze al personale del territorio. E’ facilmente intuibile, in generale, che la convenienza per i costi delle strutture rischia di diminuire per far fronte ai servizi che mancano.
(di Valentina Bruno )

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