Retribuzioni troppo basse, Irpinia in fondo alla classifica

10 dicembre 2018, 14:22
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Ad Avellino si lavorerà anche, ma si guadagna ben poco. Capoluogo e provincia infatti si trovano negli ultimi posti di una singolare classifica redatta dall’osservatorio JobPricing e pubblicata dal “La Repubblica” in cui si fanno i conti in tasca agli italiani. Buste paga alla mano, i 25.235 euro guadagnati mediamente in provincia non ci fanno andare oltre la 91esima posizione, su 107. Peggio di noi solo in Sicilia, in Sardegna e in Calabria (eccezion fatta per i capoluoghi di regione). In Campania Avellino è fanalino di coda, nonostante non vada poi così meglio nelle altre province: 66esimo posto per Napoli, 70esimo per Salerno, 74esimo per Benevento e 78esimo per Caserta. La retribuzione annuale lorda osservata attraverso il calcolatore di JobPricing è infatti poco sopra 34mila euro, valore della provincia milanese, un dato che pone ben 2mila euro di distanza dalla provincia al secondo posto in classifica: Monza Brianza. La Lombardia con quasi 31.700 euro di RAL, difende quindi senza problemi la palma di regione dagli stipendi migliori. Il Trentino soffia invece il secondo gradino del podio all'Emilia Romagna: scarsa la differenza sostanziale, con entrambi i territori collocati intorno ai 30.500 euro lordi l'anno. Ma le buste paga iniziano a farsi meno corpose man mano si riscende lo stivale e il divario tra nord e sud appare evidente. La macro-area del Sud-Italia vede RAL medie (meno di 26mila euro) di quasi 5mila euro inferiori rispetto al Nord. La distanza massima tra Regioni raggiunge il 20%. "Se si guarda alla distribuzione geografica delle retribuzioni - commenta Alessandro Fiorelli, amministratore delegato di JobPricing - colpisce come il paese sia di fatto spaccato in due: 8 regioni al Nord, con la Lombardia in testa, trainano gli stipendi verso l'alto, le altre 12 (dalla Toscana in giù con eccezione del Friuli Venezia Giulia) si collocano sotto la media: il mercato retributivo, come sempre, è una fotografia molto puntuale dello stato dell'arte del mercato del lavoro e dell'economia, dato che laddove le retribuzioni sono più basse, i tassi di disoccupazione sono più alti e la produttività è più bassa".

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(di Vincenzina Ricciardi )

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