Sgambati: Piattaforma logistica e Zes occasione importante ma va completata l’Alta Capacità

28 marzo 2018, 15:23
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“Nelle prospettive per il Mezzogiorno, coniugare le risorse come le nostre zone interne a occasioni di sviluppo qual è la piattaforma logistica della futura stazione di Flumeri è senza dubbio un passo in avanti importante. Ma va sottolineato che queste comunità, che hanno grandi potenzialità come l’agricoltura, la manifattura, la qualità e l’etica del lavoro, non possono avere una vera evoluzione se non si guarda ad un’area allargata. Più saremo insieme, bravi a fare collante in queste aree interne, più avremo delle opportunità. Il singolo campanile non va avanti da solo. Dobbiamo riuscire a essere attrattori d’investimenti, non avere timore dell’immigrazione ma, al contrario, essere capaci di integrare persone che vengono da altre culture e che possono dare nuova forza ed energie a queste terre”.
Lo afferma il segretario regionale Uil Campania, Giovanni Sgambati, al quale sono state affidate le conclusioni del secondo congresso della Cst Uil Avellino Benevento che ha confermato al suo vertice Luigi Simeone. Sgambati inizia citando Francesco De Sanctis e l’attualità del suo “Viaggio elettorale” nell’Irpinia di fine ‘800, soffermandosi sulla necessità di dare un contributo allo sviluppo con idee realizzabili. “Assistiamo – spiega – troppo spesso alla teorizzazione di una società liquida, in una fase di declino della stessa, in cui la capacità collettiva viene meno. Oggi questa struttura irpino-sannita è una grande realtà con enormi potenzialità di crescita se saprà guardare cosa si può fare e non a quello che non è stato fatto. È questo il punto essenziale: come muoversi sul territorio, nelle sue aree interne. In quelle che il senatore Manlio Rossi Doria chiamava l’osso della nostra realtà. Dobbiamo essere inclusivi, non serve l’arroccamento ma avere una visione più ampia da costruire attraverso un lavoro di conquista che non si può dare per scontato. Se vogliamo rivendicare un ruolo diverso per il Mezzogiorno bisogna crescere, non possiamo sottrarci a questa evoluzione”.
“Il voto del 4 marzo – continua - rappresenta uno spaccato oggettivo della nostra penisola. Ma senza voler fare citazioni neoborboniche, ricordiamo che prima i numeri positivi delle ricchezze e delle attività erano esattamente a parti invertite tra il Sud e il Nord. Ma noi siamo italiani e abbiamo una visione d’insieme. Attenzione, però: non bastano le buone idee, devono essere realizzabili. Noi siamo l’Unione italiana del lavoro. Il nostro primo obiettivo è tutelare i lavoratori, fungere loro da supporto e sostegno. Abbiamo subito tanti attacchi ma restiamo l’unico baluardo per contrastare un certo tipo di politiche. Guardiamo avanti con realismo, dunque, sollecitando la realizzazione di un piano strategico delle zone economiche speciali che, per quanto ci riguarda, è una grossa opportunità ma va resa fruibile attraverso il completamento dell’Alta Capacità”.

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