Sirpress di Nusco, lavoratori ex Almec tagliati fuori: è scontro

23 marzo 2018, 20:23
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La nota della Fiom Cgil di Avellino

Si è svolto stamattina presso la Sirpress di Nusco (Ex Almec) l'incontro tra la direzione aziendale e sindacato, con la presenza dell'Amministratore unico dott. De Lucca.L'incontro è nato dalle rimostranze fatte dai lavoratori della ex Almec nella settimana scorsa davanti allo stabilimento dopo aver avuto notizie che la Sirpress doveva assumere circa 40 persone.La direzione aziendale comunica che su 40 assunzioni solo una quindicina circa saranno dell'ex Almec, il resto saranno assunzioni ex novo.I lavoratori della ex Almec ritengono ingiusto tale posizione della direzione della Sirpress.Nell'anno 2011 i lavoratori tutti hanno lottato, con occupazione dell'Ofantina nei pressi del comune di Nusco, con manifestazione di massa nei pressi del tribunale di Sant'Angelo dei Lombardi durante l'iter del fallimento della ex Almec, con sciopero per interi giorno stanziando davanti allo stabilimento notte e giorno dormendo in auto o sotto a ripari di fortuna, con il solo e unico scopo di salvare la ex Almec e essere ricollocati.La politica irpina e il sindacato  svolsero un'egregio lavoro per rilanciare lo stabilimento tramite il gruppo Sira di Bologna.Negli accordi sottoscritti dal sindacato tutto e la direzione della Sirpress si concordò che; "è intendimento delle parti prevedere un percorso, dopo la sentenza di fallimento, e dell'affitto della ex Almec da parte di Sira Group o di una società del suo gruppo,, consenta nell'immediato la conservazione e continuità del sito produttivo e, nel futuro, il suo rilancio al fine del recupero progressivo di occupazione, e che con il verificarsi di opportunità di mercato si dava luogo ad incrementi del numero delle riassunzioniLunedi mattina i lavoratori della ex Almec si recheranno davanti al municipio di Nusco e chiederanno di avere un confronto con il sindaco, artefice insieme al sindacato del rilancio dello stabilimento e che si chieda alla Sirpress il rispetto degli accordi presi con tutte le parti sociali.La Fiom crede che sia più che giusto che la Sirpress ricollochi i lavoratori della ex Almec, il dramma sociale di lavoratori cinquantenni che hanno perso il proprio posto di lavoro e che non hanno futuro possa creare forti frizioni sociali è compito di tutti noi, istituzioni, sindacato e politici evitare tali drammi e  guerre tra poveri.  

La nota delle Segreterie Provinciali Fismic e Uglm-Rsu Sirpess
Il caso delle 45 assunzioni alla Sirpress di Nusco, ha fatto esplodere la fame di lavoro in alta Irpinia, provocando una guerra tra poveri (giovani e over 50). Le Segreterie Provinciali di Fsmic e Uglm insieme alle Rsu, subito dopo l’incontro con la Direzione della Sirpress avvenuta questa mattina, intendono far chiarezza sulla contrapposizione nata tra i 160 ex lavoratori Almec ed i 120 dipendenti della Sirpress. Le Organizzazioni Sindacali hanno fatto partecipare all’incontro anche una delegazione di 3 lavoratori in rappresentanza del comitato degli ex Almec  perchè tutti si rendessero conto della realtà e per individuare con l’azienda del gruppo Sira, un percorso che senza penalizzare i giovani disoccupati dell’alta Irpinia, consentisse il rientro graduale degli ex dipendenti Almec fallita nel 2011. Le Organizzazioni Sindacali per evitare uno scontro sociale hanno inteso investire della problematica l’Onorevole Rosetta D’Amelio, in qualità di Presidente del Consiglio Regionale perché possa, subito dopo le festività Pasquali, organizzare un confronto a Lioni con i lavoratori, i giovani, i sindaci e gli Assessori all’Industria e alle Politiche Sociali della Regione Campania  per costruire una soluzione che eviti di lasciare in difficoltà alcuni lavoratori a reddito zero della ex Almec e di altre realtà fallite in alta Irpinia e favorire nel frattempo l’investimento di oltre 23 milioni di Euro presentato in Regione dalla Sirpress. Tutto questo eviterebbe una guerra tra poveri e rilancerebbe il ruolo attivo della Politica Regionale come strumento utile per la crescita e lo sviluppo dell’alta Irpinia dando risposte concrete ai problemi.

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