Alto Calore, Ciarcia presidente: via libera al piano di salvataggio

30 luglio 2018, 20:43
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Riunione incandescente e decisiva. All'Alto Calore, nel corso di una lunga assemblea dei sindaci, è successo di tutto. Eppure alla fine tutto è andato come previsto.

Decaduto il Cda presieduto da Lello De Stefano, che lascia dopo 5 anni, il testimone è passato nelle mani di Michelangelo Ciarcia, già presidente del collegio dei revisori dei conti. Ciarcia è stato nominato Amministratore Delegato con il 67% delle quote costituitesi, il 27 in termini assoluti. Nella stessa seduta i sindaci, più o meno con gli stessi numeri, hanno approvato il piano di ristrutturazione di Acs, ultimo atto della gestione De Stefano. Prima del piano e dei nuovi vertici, una lunga discussione sull'opportunità o meno di rinviare la seduta come chiesto da alcuni sindaci per avere la possibilità di approfondire il progetto di ristrutturazione. Richiesta avanzata anche dal primo cittadino di Avellino, che però era assente al momento del voto sulla mozione. Fosse stato in aula, la seduta, visto il peso del comune capoluogo, sarebbe stata rinviata. Ma Ciampi si è dovuto allontanare per altri impegni, salvo ritornare a fine dell'assemblea per esprimere l'unico no all'elezione di Ciarcia.

Dal punto di vista politico l'epilogo segna la vittoria del Pd di Del Basso Caro, l'ininfluenza dei Cinquestelle, e la sconfitta della componente Pd che si riconosce nella segreteria provinciale. 

Su tutti e tre i passaggi si è astenuto il sindaco di Ariano, segnalando dubbi sull'esigibilità dei crediti vantati dal Tricolle e sul futuro del personale.

Ma veniamo al piano di ristrutturazione, che ora dovrà passare al vaglio dei consigli comunali.

Il progetto che punta a salvare l'Alto Calore, schiacciato da 140milioni di debiti, si può sintetizzare in tre mosse: finanziamenti da parte della regione, 60 milioini in tre anni, per reti e infrastrutture; aumento di capitale da parte dei comuni, 50 milioni in cinque anni; prepensionamenti e ricollocamenti di personale. Un piano articolato che punta a mettere al sicuro l'ente e a lasciare l'acqua nelle mani del pubblico. Toccherà a Ciarcia convincere i sindaci a mettere in pratica il risanamento, in caso contrario l'Alto Calore si avvierebbe verso il fallimento. 

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