Biodigrestore, botta e risposta Maraia-Ato Rifiuti

19 gennaio 2020, 19:19
492
Condividi

La nota di Generosa Maraia, deputato del Movimento Cinquestelle

In qualità di portavoce alla Camera del Movimento 5 Stelle, intendo attirare l’attenzione su una vicenda dai contorni paradossali, in merito ad alcune scelte che l’Ato rifiuti sta attuando negli ultimi tempi.
Sette milioni di euro a Teora sono da tempo pronti per il progetto di ampliamento e ammodernamento dell’impianto di compostaggio al servizio di cinquanta comuni della Provincia di Avellino. La Giunta regionale della Campania ha già deliberato lo stanziamento, finalizzato ad intervenire sul sito di trattamento dei rifiuti del tipo umido, che già da anni è in funzione nel comune altirpino. E’ previsto che l’impianto avrà la capacità di trattare circa 12.000 tonnellate di umido l’anno.
Nonostante tale stanziamento di fondi, finalizzato all’implementazione di un impianto già funzionante ed esistente, l’Ato rifiuti continua a puntare alla Valle del Cervaro per l’insediamento di un nuovo impianto di questo tipo.
Non si comprende il motivo per il quale si debba insistere nel valutare l’ipotesi di collocare di un impianto biodigestore, a modalità mista aerobica/anaerobica, nel territorio di Savignano Irpino. Sappiamo bene, infatti, quanto l’area della Valle del Cervaro abbia patito in passato a causa di logiche penalizzanti, espresse per incompetenza o mala fede, che l’hanno resa di fatto lo sversatoio dei rifiuti della Campania intera.
Mi sembra, inoltre, che tali logiche siano mosse da una motivazione più o meno subdola, quella di rappresentare situazioni di natura emergenziale che giustificherebbero il ricorso a soluzioni fatte apparire come necessarie o inevitabili.
Ebbene, il ricorso all’emergenza lo abbiamo già, purtroppo, duramente sperimentato negli anni passati, sulla pelle dei cittadini e a scapito di una già fragile economia agricola, che quotidianamente combatte contro difficoltà di ogni tipo. Non possiamo certo dimenticare tutta la serie di considerazioni e scelte, che portarono all’insediamento, prima della discarica in località Difesa Grande ad Ariano, e, successivamente, di quella di Pustarza, nello stesso territorio di Savignano. Senza dimenticare la minaccia rappresentata dai parchi eolici selvaggi e in spregio ad ogni vincolo o criterio paesaggistico.
Nei prossimi giorni organizzerò un incontro presso il Comune di Savignano Irpino, per parlare insieme ai cittadini di tutte le attuali problematiche sottese alla gestione dei rifiuti, dal ciclo dell’umido all’ipotesi, da scongiurare, di collocamento del biodigestore.
Il sottoscritto, insieme a tutta la deputazione irpina del Movimento 5 Stelle, si oppone alle sirene di chi promette sviluppo, ma compie scelte totalmente avulse dalle vere ricchezze dei nostri territori.

La replica dell'Ato Rifiuti

“Non è tollerabile che si dicano cumuli di sciocchezze pur di ottenere spazio sulla stampa locale. Ancor più se chi interviene è un Deputato della Repubblica e, soprattutto, se parla di un argomento delicato e complesso come quello dei rifiuti. La nota del parlamentare del Movimento Cinque Stelle Generoso Maraia sulla gestione della frazione umida, la realizzazione di un impianto per il trattamento della frazione organica e le politiche dell’Ato rifiuti dimostra pressappochismo e poca conoscenza della materia”. Il Presidente dell’Ato Valentino Tropeano e l’intero Consiglio non ci stanno e non vogliono più consentire che si cerchi di speculare su un tema così delicato, che già preoccupa non poco i cittadini. Per questo, ritengono doverose alcune precisazioni che, si augurano, possano consentire pure all’onorevole Generoso Maraia di acquisire dimestichezza con la problematica.

- L’impianto di compostaggio di Teora è attualmente chiuso, in attesa della realizzazione dei lavori di ampliamento e ammodernamento. Al termine di questi ultimi potrà effettivamente lavorare un massimo di 12mila tonnellate annue di rifiuto umido, ma questo rappresenta meno di un terzo del quantitativo prodotto nell’intero ambito dell’Ato Rifiuti. I comuni irpini producono circa 45mila tonnellate annue di frazione umida, destinate a crescere unitamente alla percentuale di differenziata che, in questo momento, è di poco inferiore al 65%.

 - L’impianto di Teora è di proprietà dell’ex Consorzio di smaltimento Avellino2 – ancora in fase di liquidazione – ed è gestito da Irpiniambiente. L’Ato rifiuti non ha ancora alcuna competenza e, dunque, nulla si può addebitare all’ente per quanto concerne il mancato avvio dei lavori di ampliamento e ammodernamento.

- L’Ato non ha deciso di allocare alcun impianto per il trattamento dei rifiuti a Savignano Irpino piuttosto che nella valle del Cervaro. C’è un progetto – presentato dal comune di Chianche e già approvato dalla Regione Campania – e ci sono manifestazioni di interesse presentate dalle amministrazioni comunali di Savignano Irpino, Montella e Domicella che saranno al vaglio di una commissione tecnica e, successivamente, del Consiglio d’ambito dell’Ato.

“Il ruolo di un parlamentare, soprattutto se appartenente ad un partito di Governo – evidenzia il Presidente Tropeano - dovrebbe essere quello di conoscere le problematiche e collaborare alla loro risoluzione. Il Deputato Maraia, con la sua ultima, dimostra di non voler contribuire alla risoluzione di un problema annoso, che costa notevolmente ai cittadini a causa della necessità di trasferire la gran parte della frazione umida prodotta in impianti del Nord Italia, ma, piuttosto, di fare speculazioni. Peraltro, non si comprende come impianti del genere vengano considerati, nel Nord dell’Italia, una risorsa in grado di assicurare posti di lavoro e introiti economici, mentre nel Mezzogiorno restano dannosi e deleteri”.

ARTICOLI CORRELATI

COMMENTA QUESTO ARTICOLO