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Liste e impresentabili, Sabino Basso si difende: "Le false notizie non mi toccano"

Sabino Basso

Il nome dell'imprenditore Sabino Basso è finito nella lista degli impresentabili segnalata ieri dalla Commissione parlamentare Antimafia, in quanto risulta tra quelli non conformi al codice di autoregolamentazione perché rinviato a giudizio e con processi in corso. Sabino Basso, tra i candidati al Consiglio Regionale a sostegno della presidenza di Vincenzo De Luca nella lista “Campania libera - De Luca Presidente", ha così dichiarato: “Con prevedibile, ma stucchevole, “puntualità” la cosiddetta lista dei candidati “impresentabili”, resa pubblica nella giornata di ieri, riporta anche il mio nome, peraltro associato alla indicazione, imprecisa ed equivoca, di una imputazione per riciclaggio, oggetto di procedimento pendente dinanzi al Tribunale di Avellino. E' prima d'ogni altra cosa la tutela del mio buon nome, che tale è e tale resterà anche a conclusione di detta pendenza, ad impormi di fare duramente chiarezza sulle storpiature del messaggio che taluno, per ovvie e strumentali finalità politiche, cerca di veicolare.
E allora valga il vero e cioè che la vicenda che mi riguarda è totalmente altra e diversa dai fantasmi del riciclaggio che la notizia intenderebbe evocare con colpevole approssimazione.
La corretta definizione dell'addebito è "riciclaggio merceologico" relativo ad una partita di olio di provenienza estera (e non certo, come forse, si è inteso far pensare, riciclaggio di danaro o di rifiuti).
I rapporti commerciali della mia azienda, riconosciuta eccellenza nel settore oleario, peraltro non senza ritorni per la promozione del territorio di cui essa è vessillo nel mondo, hanno sempre ricevuto unanimi apprezzamenti, mentre l'attenzione della magistratura si è concentrata su una singola fornitura di una ditta estera.
Le sofisticate spiegazioni le lascio ai fini giuristi e a qualche avvezzo giornalista di cronaca politica e giudiziaria, perché chi non è un giurista o un giornalista, come me e molti elettori che hanno appreso la notizia, si interessa alla sostanza dei fatti più che al modo, spesso fuorviante, in cui sono descritti.
Certo, il latore del messaggio si è guardato bene dal riferire che per la medesima vicenda processuale la società da me rappresentata -con sentenza definitiva perché non impugnata dal Pubblico Ministero- è stata già prosciolta.
Così come, il latore del messaggio non può riferire che il giudizio innanzi al Tribunale di Avellino penda da tempo -nonostante le proteste del mio difensore- per la anomala e reiterata assenza dei testi del Pubblico Ministero.
Certo che il sereno ed equilibrato giudizio del Tribunale confermerà la totale inesistenza di responsabilità a mio carico, come già avvenuto per la società, confido che la competizione elettorale possa - in queste ultime battute- tornare a concentrarsi sulle esigenze dei cittadini, scevra da strumentali suggestioni”.

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