Coppola, il professore irpino che ha contribuito alla realizzazione del ponte di Genova

04 agosto 2020, 15:01
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Il nuovo ponte di Genova vede un’importante collaborazione da parte di un nostro conterraneo irpino.«Il ponte San Giorgio durerà almeno 150 anni». A dirlo è il professor Luigi Coppola, arianese, docente dell’Università di Bergamo e presidente della sezione italiana dell’American Concrete Institute (Aci), che ha collaborato con Italcementi alla formulazione del calcestruzzo utilizzato per ricoprire i 1.067 metri di lunghezza dell’impalcato del ponte.«Dovevamo arrivare alla formulazione di un calcestruzzo capace di resistere alle condizioni ambientali più estreme e prevenire qualsiasi forma di degrado della soletta del ponte - spiega Coppola -. Il primo problema da affrontare era l’ambiente marino, perché il ponte San Giorgio è ad appena 500 metri dalla costa, ma bisognava studiare un materiale capace di resistere anche all’azione dell’anidride carbonica e a quella dei sali che in inverno si gettano sul manto stradale per prevenire la formazione di ghiaccio». In tempi di surriscaldamento globale, è stato affrontato anche il problema dell’aumento della temperatura. Per garantire la durabilità del materiale sono stati così usati particolari agenti espansivi in grado di prevenire la formazione di fessurazioni all’interno del calcestruzzo. 

«Per ulteriore sicurezza abbiamo studiato anche la durabilità nei confronti del gelo - aggiunge Coppola - pur se negli ultimi quarant’anni a Genova la temperatura è andata sotto zero soltanto due volte».

Gli studi per la soletta sono stati fatti tra novembre e marzo, ma prima il professor Coppola si era già occupato anche dei calcestruzzi delle pile. «Chi costruisce deve sapere con esattezza quando disarmare un blocco prima di gettare quello successivo, perché è necessario che il materiale abbia raggiunto un certo livello di resistenza prima di procedere allo step successivo». Il materiale progettato è anche ecosostenibile: il calcestruzzo è stato confezionato infatti con cementi a basso impatto ambientale, grazie alla presenza di un 40% di materie prime riciclate provenienti dal ciclo produttivo dell’acciaio.

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