Dall'Irpinia a Roma, vita e musica del Maestro Giuseppe Grella /SPECIALE

27 settembre 2017, 19:47
531
Condividi

Chi l'ha detto che la musica classica è solo per intenditori o che è destinata ad una ristretta cerchia di iniziati. Anche la musica per antonomasia può essere orecchiabile, addirittura, cantata sotto la doccia. A dimostrarlo ci sono le composizioni di Giuseppe Grella, irpino doc, di Sturno, fratello dell'amato e indimenticato parroco Michele Grella.

Giuseppe, nella sua lunga carriera, ha infranto quel luogo comune secondo il quale la musica da camera è destinata all'elites, quella leggera al popolo. Grella si è formato  presso il prestigioso Conservatorio di Santa Cecilia Roma, dove ha studiato, negli anni 50 e 60,  pianoforte, composizione, organi. Da giovane ha collaborato con l'Associazione Giovanile Musicale, preparando e dirigendo cori in varie manifestazioni, e con la professoressa Renata Cortiglione (direttrice delle voci bianche della Rai Tv). Ha fondato e diretto un gruppo con il quale si è esibito a Roma e provincia.

Nel corso degli anni è stato ospite in diverse trasmissioni televisime ed ha inciso un disco per le edizioni Paoline dal titolo ''Ascolto e penso''. Più volte la radio del Vaticano ha mandato in onda le sue composizioni.

Le sue musiche sono state interpretate, tra gli altri, dal celebre organista Arturo Sacchetti e pubblicate dall'Editore Carrara di Bergamo. Nel suo curriculum ci sono anche musiche sacre e per banda. Oltre alla scrittura, Grella si è dedicato all'insegnamento. E' stato professore del Conservatorio Cimarosa di Avellino nei primi anni 70: poi al Refice di Frosinone e al Santa Cecilia di Roma.

Oggi Giuseppe è in pensione, ma l'amore per la musica è vivo più che mai: il prossimo 19 novembre terrò un concerto a Roma, presso la Chiesa Valdese di Piazza Cavour. Le immagini che scorrono, invece, risalgono alla fine del 2016, quanso si esibì con l'Orchestra Savelli a Palombara Sabina, nella chiesa di Sant'Egidio, accomagnato dal soprano Hyo Soon Lee e dal pianista Maurizio Angelozzi.

A Sturno ci torna raramente, ma l'Irpinia gli è rimasta nel cuore e quando capita non rinuncia, come accaduto qualche hanno fa, a suonare nella sua terra, magari con la speranza di tornare in quello stesso conservatorio Cimarosa che ancora ricorda con affetto.

(di Riccardo Di Blasi )

ARTICOLI CORRELATI

SOCIAL: Condividi questo articolo

COMMENTA QUESTO ARTICOLO