“Imbavagliati”, a Napoli il Festival Internazionale di Giornalismo Civile /SPECIALE

25 settembre 2017, 15:32
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NAPOLI – Nella settimana in cui ricorre l’anniversario, quest’anno il trentaduesimo, della morte di Giancarlo Siani, cronista de Il Mattino assassinato dalla camorra nel 1985, a Napoli si è svolta la terza edizione di “Imbavagliati”, il Festival Internazionale di Giornalismo Civile ideato e diretto da Désirée Klain: muri e fili spinati è stato il tema, accompagnato dal motto ‘Chi dimentica diventa il colpevole’.

Il Festival, tenutosi dal 20 al 24 settembre al PAN Palazzo delle Arti di Napoli, si è arricchito di tre diverse esposizioni legate al tema. Nella Sala Foyer è stata allestita la mostra “Giovanni Izzo per Imbavagliati”, a cura di Stefano Renna (con la collaborazione di Luca Palermo), in cui gli scatti dell’autore raccontano il degrado sociale e ambientale di un territorio limite come Castel Volturno: prostituzione, abusi edilizi, immigrazione clandestina, criminalità organizzata, sono immortalati nel bianco e nero di una fotografia in grado di restituire tutta la drammaticità di un luogo dilaniato dall’illegalità diffusa.

Nella sala Atrio del PAN è stato possibile osservare “MEMORIA OLVIDADA”, l’esposizione di arti visive di Giuseppe Klain, a cura di Pino Narducci e Désirée Klain, donata al Festival a suggello di una collaborazione avviata con l’associazione “Periferie del mondo – Periferia immaginaria”: attraverso documenti fotografici originali ed interviste, il lavoro accende i riflettori sulla vicenda di un’intera generazione di italiani torturati, sequestrati e uccisi durante il regime dittatoriale nell’Argentina degli anni ‘70.

Nella Sala Mehari, dal nome dell’automobile su cui viaggiava Giancarlo Siani quando fu ucciso, sono stati esposti gli scatti di Greta Bartolini: “14 per non dimenticare” è il nome dell’allestimento fotografico, organizzato dall’associazione “Studenti napoletani contro la camorra”, che racconta i luoghi di vittime innocenti della camorra.Non solo mostre, ma anche incontri e dibattiti quotidiani sul tema delle “Voci senza paura dalla Spagna al Maghreb, dal Venezuela alla Turchia”. Il 23 settembre è stata, forse, la giornata più sentita di “Imbavagliati” con l’ultimo appuntamento delle iniziative del Premio Siani dedicato a Ilaria Alpi, la giornalista del TG3 assassinata 23 anni fa a Mogadisco: si è tenuto il convegno sull’importanza della ‘scorta mediatica’ (il sostegno ai giornalisti minacciati attraverso il rilancio delle loro inchieste su tv, radio, social e altri organi di stampa) con la partecipazione dei cronisti sotto protezione Nello Trocchia, Sandro Ruotolo, Paolo Borrometi e Luciana Esposito.

La giornata conclusiva di domenica è stata dedicata ai giovani reporter.

“Imbavagliati”, prodotto dall’associazione “Periferie del mondo – Periferia immaginaria”, promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli in collaborazione con la Fondazione Polis della Regione Campania, ha contato oltre tremila presenze nei 5 giorni di mostre ed incontri. Il Festival è realizzato nell’ambito del "NAPOLINFEST- "Naviganti, Eroi, Poeti e Santi della Città", e cofinanziato dalla Regione Campania con fondi del "Programma operativo complementare (POC) 2014 - 2020". Il Festival gode dell’alto patrocinio di Amnesty International Italia, del Comitato Regionale Campania per l’Unicef Onlus, della Federazione Nazionale Stampa italiana, dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, del Sindacato Unitario dei Giornalisti campani e di Articolo 21.

(di Elisa Manacorda )

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