Mulino Caputo celebra ''Il Capodanno del Mugnaio'': festa grande a Frignano /VIDEO

19 giugno 2017, 19:36
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FRIGNANO – Festeggiare il capodanno in aperta campagna, a metà giugno e con il termometro che segna 35 gradi, si può. Lo si è fatto a Frignano, paese al confine tra le province di Caserta e Napoli, dove si è celebrato il "Capodanno del Mugnaio" 2017 targato Mulino Caputo nei campi dell’azienda agricola di Francesco D’Amore. Di anno in anno, i festeggiamenti per questa particolare ricorrenza stanno prendendo sempre più piede con una sempre maggiore estensione dei Campi Caputo ed una festa sempre più ricca e coinvolgente. Splendida la cornice nella quale gli ospiti si sono intrattenuti prima della firma sul contratto di filiera per il prossimo anno e prima della mietitura cui tutti hanno potuto assistere immersi nei campi di grano. Come per lo scorso anno, la gestione del “Campo Caputo” in Campania è animata da una condivisione di valori e visioni con la Green Farm di Michele Meninno, azienda campana specializzata nell’assistenza agli agricoltori, e riguarda l’intera filiera: dalla semina fino al raccolto e lo stoccaggio dei grani campani e locali. Il meccanismo si basa sulla selezione dei semi e dei grani direttamente sul campo e prosegue nel monitoraggio costante, fino alla realizzazione del prodotto finale. Un’azione di coordinamento dell’importante progetto che gode del supporto tecnico dell’agronomo Gianluca Iovine, con l’utilizzo di grani delle migliori varietà che, unite al territorio, consentono di ottenere un frumento di panificabilità superiore, con delle specifiche caratteristiche di forza, estensibilità, tenuta e sapore. L’iter prevede il raggiungimento, per l’annata 2018-2019, di 3000 ettari di coltivazioni dedicate alle colture di grano tenero GRANO NOSTRUM. Al termine di tutte le formalità c’è stato spazio per una grande festa celebrativa e benaugurante, con l'accensione di due forni e la preparazione delle pizze da parte di alcuni dei più bravi maestri campani tra cui Davide Civitiello, Pasqualino Rossi, Carlo Sammarco, Gino Sorbillo e Salvatore Lioniello.
(di Elisa Manacorda )

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