“Non abbiate paura di diventare donatori'', tutto pronto per ''Io dono-L'Irpinia per la vita'': domenica la ciclopedalata /SPECIALE

17 agosto 2017, 18:10
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A partire dalle ore 10.00 di domenica 20 agosto, ai nastri di partenza di Piazza San Rocco a Lioni saranno disposti circa 400 cicloamatori per portare un messaggio di sensibilizzazione alla donazione degli organi e per le malattie rare. Dopo la nota inaugurale della giornata di S.E. Monsignor Pasquale Cascio, dell’arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi assistito dal parroco di Lioni Don Tarcisio Gambalonga che leggeranno una lettera di solidarietà alla manifestazione da parte del cardinale sua Eminenza Crescenzio Sepe, i partecipanti si predisporranno a seguire il percorso con tappe a Caposele, Laviano, Santomenna, Castelnuovo e Teora; per fare nuovamente rientro a Lioni entro le 19.30. Alla vigilia della manifestazione, intanto, nella giornata di sabato 19 presso il piazzale antistante la stazione di Lioni l’associazione ha predisposto l’allestimento di auto e caravan, oltre alla consegna delle magliette per i ciclisti. L’ormai ‘annuale’ appuntamento promosso dall’associazione presieduta dal Professor Giovambattista Capasso prevede un tour interprovinciale di circa 70 Km, che sarà gestito logisticamente da un ricco pool di associazioni capitanate dalla Eco Club di Lioni. Saranno inoltre, a disposizione dei partecipanti, spogliatoi con docce, assistenza tecnica ed una navetta in caso di bisogno. In ogni comune è prevista l’accoglienza degli amministratori e dei cittadini, e in un clima di festa non mancherà la degustazione di prodotti tipici locali gentilmente offerti dai comuni ospitanti. Le tappe predisposte in ogni comune del ‘tour 2017’ saranno l’occasione per ascoltare le testimonianze di trapiantati e soggetti affetti da malattie rare, come Gianni Pepe, originario di Lioni, che in 34 anni di vita ha già subito ben 35 interventi. Quella di Gianni è una “storia molto particolare”, come lui stesso anticipa. “A causa di un ritardo di due ore nella nascita, ho subito una insufficienza respiratoria al cervello, che ha intaccato subito i reni” racconta. “I miei hanno sempre cercato di tenere sotto controllo il problema, ma da bambino andavo incontro a tonsilliti che rendevano necessario l’antibiotico, fino a quando i reni hanno ceduto. Ho affrontato la prima dialisi peritoneale a 7 anni, e sono arrivati i primi traumi, legati anche ad una serie di interventi per posizionare il catetere addominale. Avevo difficoltà a scuola, con gli amici, nel gioco: ogni quattro ore dovevo sottopormi a dialisi.A 8 anni e mezzo ho avuto il primo trapianto di reni, che mi sembrava un sogno, ma dopo un anno e mezzo ho avuto il rigetto, e dopo tre anni sono tornato in dialisi in ospedale, con un altro intervento al braccio per la fistola. Anche questo ha forgiato negativamente il mio carattere: all’emodialisi ci ho fatto l’abitudine, e avevo preso confidenza con l’ambiente ospedaliero, dove lavorava anche mio padre. A 15 anni ho fatto il secondo trapianto, ma ho avuto subito segnali negativi, tali da portarmi nuovamente in dialisi dopo tre anni. Non potevo fare una vita normale: niente gite scolastiche, dovevo tenere a bada la sete, niente serate con gli amici. A 18 anni è arrivata la terza possibilità di un trapianto, e i miei genitori hanno dovuto convincermi per farlo. Quando mi sono svegliato dall’intervento, il chirurgo mi ha fatto un cenno negativo con la testa perché la funzionalità del mio nuovo rene non partiva. Ero disperato, ma dopo 15 giorni, è arrivato il miracolo: il rene è partito, è attualmente ben funzionate ed ha retto ad alcuni scossoni, come una intossicazione alimentare e una intossicazione da farmaci. Sono cresciuto, ho avuto la fortuna di incontrare la persona giusta e adesso sono padre. Ma la mia battaglia non è finita, perché 10 anni fa mi è stato diagnosticato un aneurisma all’aorta ascendente, e tre anni fa ho rischiato di perdere l’arto sinistro. Ho avuto un crollo psicologico, ma per fortuna accanto a me ci sono persone forti e che mi vogliono bene: i miei genitori hanno già perso due figli piccoli, e con i miei trascorsi, sono davvero provati dalle sofferenze. Il messaggio che voglio dare va al di là della singola giornata di sensibilizzazione: chi vive in dialisi non vive male, ma donare gli organi è importante. Basta guardare me che da 13 anni conduco una vita normale. Non bisogna avere paura di diventare donatori, e dobbiamo impegnarci a sconfiggere quella diffidenza che ancora resiste nei nostri paesi: parliamone di più nelle scuole e nelle piazze e le persone siano attente alle nostre storie” spiega. Si ricorda, che l’evento è stato promosso con il supporto della Società italiana Nefrologia (SIN) e vedrà la partecipazione del Presidente prof. Loreto Gesualdo che crede moltissimo in queste manifestazioni e sta facendo un’opera meritoria per rendere la società scientifica sempre più presente e vicina alle esigenze dei pazienti.  Inoltre ‘Io dono’ gode del fattivo contributo dell’Associazione nazionale Emodializzati (ANED) che sarà rappresentata dal presidente avv. Giuseppe Vanacore, un instancabile promotore di messaggi sociali. Deve anche essere sottolineato il fondamentale supporto della Fondazione “La nuova speranza” onlus, per la lotta alla glomerulosclerosi focale, una malattia rara che colpisce il rene, e del suo presidente avv. Antonio Romano un vero benefattore dell’umanità.  Determinante è stato il contributo del mondo del volontariato e dei centri di emodialisi irpini. La passeggiata ciclistica ha ottenuto infine, il patrocinio morale del Consiglio regionale della Campania, Biogem, Asl di Avellino, Telethon, Coni, Federazione Ciclistica, Lioni Bike ed altri. “Quattro anni fa la passeggiata ciclistica era nata con lo scopo di sensibilizzare la popolazione all’importanza della donazione degli organi, mentre già lo scorso anno abbiamo introdotto anche la sensibilizzazione verso le malattie rare” spiega il presidente dell’associazione prof. Gianbattista Capasso- “Il numero dei partecipanti è in costante e forte crescita. Questo ci fa capire che il messaggio di IO DONO è stato capito, apprezzato e condiviso. Questo è per noi motivo di grande soddisfazione e ci fa affrontare con rinnovato entusiasmo la giornata di domenica 20 agosto”.
(di Nicoletta Caraglia )

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