Quaresima, il messaggio del Vescovo Melillo: ''Ritornare ad abitare la Vita per essere Comunità''

17 febbraio 2021, 16:42
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“Ecco, noi saliamo a Gerusalemme...” (Mt 20,18) 

La citazione evangelica di san Matteo è l’incipit del messaggio di Papa Francesco per la Quaresima, un tempo per camminare verso la Resurrezione. La salita di Gesù a Gerusalemme è una ascesa verso la passione:lo scenario dove sarà beffato, flagellato e crocifisso! Gesù parla ai Dodici, alla Chiesa... a noi, del bisogno di trasmettere a tutti il messaggio disalvezza, senza chiusure in spazi stantii di mente e di cuore. Nel Vangelo vi è anche una salita gioiosa a Gerusalemme,dei discepoli “disorientati”di Emmaus, in fuga a causa della morte di Gesù: ritornano solo dopo che apparve, «Quando fu a tavola con loro...si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero...E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme ...» (Luca 24,30-33).

L’icona di Emmaus ci guida nel triennio pastorale,perché ci sentiamo viandanti in cerca di senso e, camminando con impegno, apriamo il cammino. La Parola di Dio custodisce un seme di vitaeterna, che si cresce e porta frutto laddove trova un cuore buono, sincero e costante. (cf. Luca 8,15).Gesù con la sua morte e risurrezione, ci apre la strada verso ladecisione e l’incontro con la vita redenta. Salire a Gerusalemme, per il pio israelita indicava la volontà di incontrare Dio nella sua dimora, dove possiamo finalmente giungere grazie a Gesù «il quale ci dà il coraggio di avvicinarci in piena fiducia aDio per la fede in lui». (Efesini 3,12).

Gesù cammina accanto a noi con i nostri piedi, guarda con i nostri occhi, lavora con le nostre mani... ma noi non lo riconosciamo,sia perché ci hanno presentato un Gesù “contraffatto”, tradito, sia perché non siamo veramente poveri. L'amore di Cristo e la nostra libertà s'intrecciano sempre, perché l'amore e la verità hanno un intrinseco rapporto.

In un tempo che ha il “fiato corto”,un respiro affannato, non solo per la sofferenza causata dalla pandemia, abbiamo “fame” d’aria spirituale, di Grazia santificante, di amiciziaper andare da cristiani oltre le nebbie del dolore, del peccato.Nel vivere il cammino quaresimale ricordiamo Colui che «umiliò se stesso facendosiobbediente fino alla morte e a una morte di croce» (Filippesi 2,8), rinnoviamo la nostra fede, attingiamo l’“acqua viva” della speranza ericeviamo l’amore di Dio che ci trasforma in Cristo in fratelli e sorelle (cf. Papa Francesco).

Siamo invitati a cercare nei quotidiani percorsi le Chiese parrocchiali dove fermarci per una sosta, per adorare Gesù nel Tabernacolo,per rinfrancarci: l’adorazione eucaristica diceva sant'Alfonso Maria de’ Liguori è«starsene avanti ad un altare con fede e devozione a parlare alla familiare con Gesù Cristo», una familiarità da ritrovare...

Il cammino a volte stanca, crea affanno,ma allena a guardare il tempo che ci viene incontro,una condizione inedita per annunciare il Vangelo. Siamo alla ricerca di “testimoni” e non di “emozioni mediatiche”, di sguardi, di ascolto, di guarigione!Amando il prossimo si può sapere chi è veramente Dio.

Chi ama Dio fino in fondo può riuscire ad entrare in una relazione con gli altri senza strumentalizzare la realtà.La frequentazione della parrocchia, la ripresa della catechesi, l’attenzione ai poveri, ai giovani, agli anziani, alle famiglie, la partecipazione alla Messa, la lectio divina,ci aiutano come persone e come comunità nell'ascesa.

Per i presbiteri, sorretti dalla fraternità, la preghiera,i sacramenti, la vicinanza a chi è nel bisogno, sono di sostegno nell'operosa fatica di infondere tra la gente speranza e gioiadi sentirsi risorti e, finalmente a casa.L'Eucarestia, la divina presenza del Signore crocifisso e risorto, stabilisca relazioni; legami con Gesù, con il Suo Cuore trafitto e sanguinante d’Amore cheeduca e ci prepara alle scelte:

«Ecco, ti condurrò nel deserto e parlerò al cuore» (Osea 2,16).Direbbe Sant'Agostino: «Amando la vita spargi la vita». Buon cammino quaresimale.Vi benedico paternamente.

Sergio Melillo, Vescovo Ariano-Lacedonia

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