Inquinamento ambientale e discariche abusive, scatta l'arresto

finanza
16 aprile 2018, 14:07
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A seguito  di  complesse  indagini  coordinate  dai  magistrati  della  Procura  della  Repubblica  di Benevento, questa mattina è stato eseguito da militari appartenenti al Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Napoli e dal Gruppo Investigativo criminalità  organizzata del Nucleo  di Polizia  Economico - Finanziaria  di  Napoli con la collaborazione  della  Tenenza  di Montesarchio,  Comando  della Guardia di Finanza competente  per territorio,  un provvedimento  di decreto di sequestro preventivo, emesso dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Benevento,  di diversi  mezzi  utilizzati per  commettere  i reati  di inquinamento ambientale, trasporto e smaltimento illecito  di  rifiuti, anche   pericolosi    e  realizzazione e  gestione   non autorizzata di discarica.

"Le indagini - spiega il procuratore della Repubblica di Benevento, Aldo Policastro - scaturiscono  dalle attività finalizzate alia prevenzione e repressione di attività illecite sul  territorio  del  Reparto  Operativo  Aeronavale della  Guardia  di  Finanza  di  Napoli   che localizzava, nel corso di una ricognizione aerea,  nel Comune di Sant'Agata de Goti (BN), una vasta area, di circa  18.000  metri  quadrati sottoposta a vincoli  paesaggistici e ambientali (in  quanto adiacente ad  un  alveo  e due  laghi  artificiali identificati come "oasi  del verde") che  risultava destinata alla gestione  indiscriminata di una discarica di rifiuti  speciali  anche pericolosi.
Successivamente, i militari, coadiuvati dai tecnici dell'Atpac del Dipartimento di Napoli e da militari  della  Tenenza di  Montesarchio, Comando della  Guardia di  Finanza competente  per territorio, accertavano  la commissione in flagranza di gravi violazioni alia normativa ambientale, fotografando  lo sversamento e il tombamento di migliaia  di metri  cubi di rifiuti di ogni genere, tra  cui rifiuti  speciali pericolosi  provenienti dal ciclo industriale, smaltiti illecitamente  grazie ad un copioso  volume di documenti di trasporto falsi o alterati. 

In tale circostanza  oltre all'arresto in flagranza  di  due  soggetti  e alla denuncia  del  rappresentante  della  società  esercente  l’attività  di autotrasporto   per  conto  terzi,  veniva  sottoposta  a  sequestro l'intera  area   unitamente a  25 automezzi da  lavoro, un  impianto di  trito-vagliatura, nonché  varia documentazione extracontabile.
Ulteriori indagini, che hanno visto anche il coinvolgimento  del Gruppo di Investigazione sulla Criminalità Organizzata del  Nucleo  di  Polizia   Economico  - Finanziaria di  Napoli,   hanno consentito   di  acquisire   ulteriori  elementi   investigativi,   dimostrativi   della   prosecuzione  delle condotte illecite di smaltimento non autorizzato dei rifiuti  da parte dello stesso soggetto rappresentante  della società esercente l’attività di autotrasporto,  nonché di individuare  altri siti di stoccaggio di rifiuti non autorizzati, siti nel comune  di Limatola.
Specifici accertamenti tecnici effettuati dai militari del Reparto Operativo Aeronavale di Napoli della  Guardia di Finanza, che  si sono  avvalsi  della   collaborazione dei Vigili del Fuoco,  dell'ARPAC e dell' Istituto Superiore per  la Protezione e la Ricerca  Ambientale, nonché  del BENECON, Centro Regionale  di  Competenza   per  i  Beni  Culturali,  l'Ecologia  e  l'Economia,  confermavano   la presenza sui sito di materiale di risulta derivato dall'edilizia (nel caso specifico e stato accertato Ia presenza di fibre di amianto nei manufatti di fibro-cemento), nonché di sversamenti di recente fattura, in quanto privi di vegetazione spontanea, costituiti da fanghi disidratati,  provenienti verosimilmente dall'industria agroalimentare e, precisamente, dalla lavorazione di pomodori.
Nelle indagini è risultato  prezioso  l'impiego  di un drone del centro Benecon,  dotato di una telecamera ad alta risoluzione, che ha permesso di effettuare il rilievo tridimensionale dell'area interessata, consentendo  di orientare efficacemente  gli ulteriori e pili specifici accertamenti  tecnici sulla matrice suolo ed il rinvenimento dei rifiuti tombati nell’area di cava".
"Le operazioni - concldue il procuratore Aldo Policastro - sono quindi proseguite con altri rilievi tecnici nonché ulteriori attività investigative, che hanno originate  il provvedimento  finale, emesso dal giudice perle indagini preliminari presso il Tribunale di Benevento.

In sede  di esecuzione  del  provvedimento  di sequestro,  i  militari  della  Guardia  della  Finanza procedevano all'arresto  in flagranza per il delitto di resistenza, il figlio dell'indagato, anche lui indagato, nella fase delle indagini, per i reati di illecita raccolta, trasporto e smaltimento  di rifiuti e realizzazione e gestione di  una discarica non autorizzata, in quanto durante le operazioni, ostacolava l'esecuzione  del  provvedimento  di  sequestra,  distruggendo  un  autoveicolo  parcheggiato  nelle immediate adiacenze della località ove erano stati seppelliti i rifiuti pericolosi, nonché tentando di distruggere tutte le autovetture e i mezzi ivi parcheggiati, tra le quali anche quelle di servizio della Guardia di Finanza".

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