Calcio: campionato ancora in bilico. L'Avellino attende

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30 marzo 2020, 17:54
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Calcio. Inizia un’altra settimana che potrebbe essere cruciale sul piano delle decisioni di adottare per la eventuale prosecuzione dei campionati. L’Avellino resta alla finestra, pronto ad accettare serenamente qualsiasi determinazione degli organi federali.
Se da un lato si registra l'intenzione da parte dei vertici della FIGC di fare il possibile per portare a termine il campionato in corso, bisogna fare i conti con la realtà che viene riportata subito in primo piano dal ministro Spadafora e da Damiano Tommasi, che continua a far sentire la voce dei calciatori interessati da questo momento così particolare. Ne viene fuori una frattura almeno formale che in qualche modo andrà composta per cercare di comprendere quale sia la strada migliore da percorrere. Il numero uno di FIGC Gravina qualche giorno fa ha evidenziato la volontà della Federazione Italiana Gioco Calcio di portare a termine la stagione, studiando le soluzioni migliori per poter riorganizzare i calendari e completare dunque il programma che era stato stilato. Questa voglia, sostenuta un po' da tutti i club, compreso l'Avellino, che tramite sui calciatori, e per bocca di Ezio Capuano, ha fatto sapere che si farà trovare pronto nel caso di ripresa del campionato, che dovrà giocoforza misurarsi con le dichiarazioni rilasciate dal ministro che ha paventato la possibilità che i campionati professionistici possano interrompersi allo stato in cui si trovavano al momento della sospensione. A fargli eco c'è Damiano Tommasi, presidente della Assocalciatori, il quale non può che far sue le parole del ministro e quindi mettere in preventivo la possibilità che i campionati professionistici debbano stopparsi senza che ci sia possibilità di ripresa. L'Avellino ovviamente resta alla finestra, pronto ad accettare qualsiasi decisione verrà adottata dai vertici del calcio professionistico. I biancoverdi hanno sempre evidenziato che in questa fase storica l'aspetto legato alla salute dei singoli calciatori e della comunità intera viene prima del calcio giocato. Questa affermazione non verrà certamente tradita in questa delicata fase di studio sulle eventuali soluzioni da adottare.

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