Napoli: calo o crisi?

20 novembre 2019, 16:52
209
Condividi
Erano anni che il San Paolo non riservava fischi alla propria squadra, è accaduto quest’anno, dopo l’anticipo di sabato sera che ha visto di fronte gli uomini di Ancelotti ed il Genoa di Thiago Motta, match terminato con uno scialbo pareggio a reti inviolate. Gli ennesimi punti “persi” in campionato hanno scaraventato il Napoli ed i suoi tifosi in uno dei periodi più tesi da cinque anni a questa parte, dopo che la stagione sembrava più che promettente, in seguito alla spumeggiante vittoria contro il Liverpool in Champions League.
Proprio la Champions League, ad oggi, sembra essere la sola nota positiva dell’inizio della stagione del Napoli, secondo gli addetti ai lavori e secondo le quote delle scommesse di calcio per la giornata di oggi, i partenopei dovrebbero qualificarsi agevolmente alla seconda fase ad eliminazione diretta della competizione tanto cara a “Carletto” Ancelotti, per questa ragione sembrerebbe troppo presto per parlare di vera e propria “crisi”, forse è più un “calo”. La vittoria con il Liverpool ad inizio torneo, ha infatti stabilito una sorta di equilibrio nel girone, che il Napoli ha però rischiato di alterare in questo periodo di poca lucidità: i pareggi con il Salisburgo ed il Genk hanno ricordato tanto le amnesie di cui è vittima la squadra anche in campionato e che fanno perdere punti decisivi.


Nervi tesi fra presidenza e squadra
Sembra essersi rotto qualcosa anche nel “feeling” fra la squadra ed il presidente, in seguito alla decisione della squadra di disertare il ritiro imposto dalla presidenza dopo il match di Champions League casalingo contro il Salisburgo. Secondo una ricostruzione della Gazzetta dello Sport, la contestazione dei giocatori del Napoli alla decisione di partire per Castel Volturno in ritiro, sarebbe scaturita dalla visita del presidente De Laurentiis negli spogliatoi, non gradita da calciatori (in particolare Allan, Callejón, Insigne, Mertens e Koulibaly secondo Napoli Today) e allenatore.
Mister Ancelotti ed il suo staff, avevano però accettato la decisione della presidenza, recandosi diligentemente la sera stessa in albergo a Castel Volturno per non creare ulteriori tensioni, dopo che il tecnico aveva disertato la conferenza stampa. Una situazione che di certo non aiuta la serenità della squadra, che ha visto un calo tecnico rilevante soprattutto nei suoi uomini migliori, come Mertens, Insigne e Callejón.


“Ammutinamento”: cosa può esserci dietro
La tensione che si respira in casa Napoli è tanta, tante le tesi su questo momento delicato, in molti hanno individuato gran parte del problema nel mercato e nei contratti in scadenza. Parlando di mercato, si fa subito riferimento a Mertens e Callejón, due fra i senatori della squadra: la punta belga e l’esterno spagnolo sono da tanto tempo “con la valigia pronta” a causa di un rinnovo che sembra non arrivare mai, i due hanno i contratti in scadenza a giugno 2020 e proprio questa situazione potrebbe distrarre i due gioielli del Napoli, che formavano il trio delle meraviglie con il napoletano Insigne. Tanti rumor accompagnano da sempre anche Lorenzo Insigne, l’esterno della nazionale fatica a diventare “leader” di questo Napoli, non riuscendo a dare continuità alle sue prestazioni, sempre troppo altalenanti, il feeling con la piazza non è mai stato eccezionale e quest’anno è stato particolarmente beccato anche dalla stampa per cali di concentrazione evidenti.
La cosa più importante in questi momenti è stringersi intorno alla squadra e ciò che la città di Napoli può e sa fare è regalare grande calore alla maglia azzurra. Il periodo è delicato e le voci di mercato non aiutano a calmare gli animi, ma la “piazza” in questi casi può decidere molto del futuro di una squadra, soprattutto se il futuro si chiama Champions League ed in panchina c’è Carlo Ancelotti.

ARTICOLI CORRELATI

SOCIAL: Condividi questo articolo

COMMENTA QUESTO ARTICOLO