ARIANO IRPINO – Un invito a governare guardando al futuro delle nuove generazioni, superando divisioni politiche e logiche di breve periodo. È il messaggio contenuto nella lettera che il vescovo di Ariano Irpino, Sergio Melillo, ha indirizzato al sindaco Mario Ferrante, ai consiglieri comunali e a tutti gli amministratori della città dopo la recente tornata elettorale.
Nel documento, datato 14 giugno 2026 e intitolato “La storia è un cammino, il futuro una rete di opportunità”, il presule richiama il valore della responsabilità istituzionale e invita la nuova classe dirigente a ispirarsi alla celebre riflessione di Alcide De Gasperi: «Il politico guarda alle prossime elezioni, lo statista guarda alla prossima generazione».
Melillo sottolinea come molte delle criticità emerse negli anni successivi alla pandemia siano ancora attuali, a partire dal tema del lavoro, definito elemento fondante della Repubblica. Secondo il vescovo, è necessario valorizzare le potenzialità del territorio attraverso il potenziamento delle infrastrutture, dei collegamenti digitali e dei servizi, contrastando al contempo ogni forma di approccio clientelare.
Ampio spazio è dedicato alla questione demografica. Il vescovo evidenzia il progressivo spopolamento delle aree interne e chiede agli amministratori di porre al centro dell’azione politica giovani e famiglie. «Una città che perde i propri giovani perde progressivamente anche la capacità di immaginare il proprio futuro», osserva Melillo, invitando a valutare ogni scelta amministrativa in base alle opportunità concrete che può offrire alle nuove generazioni.
Nel testo emerge anche la preoccupazione per il disagio giovanile, le nuove povertà e il diffondersi delle dipendenze. Da qui l’appello a investire nell’educazione, nella cultura, nello sport e negli spazi di aggregazione, attraverso progetti strutturati e duraturi, capaci di rispondere ai bisogni reali della comunità.
Guardando alle prospettive di sviluppo, il vescovo richiama la storia e la posizione strategica di Ariano Irpino, invitando la città a recuperare il proprio ruolo di crocevia territoriale. Per Melillo, la sfida consiste nel coniugare memoria e innovazione, trasformando la vocazione storica del territorio in una leva per nuove opportunità economiche, logistiche e infrastrutturali.
Tra le priorità indicate figurano la promozione di patti territoriali per il lavoro, il rafforzamento delle politiche sociali, la collaborazione con i comuni limitrofi e la costruzione di una rete istituzionale capace di superare i tradizionali campanilismi.
In chiusura, il vescovo rivolge un augurio sia alla maggioranza sia all’opposizione, ricordando che «il bene comune non ha colore politico» e che il vero valore di un’amministrazione si misura nella capacità di creare condizioni favorevoli per le generazioni future.
«La vera eredità di una stagione politica – conclude Melillo – non è ciò che si inaugura, ma ciò che si rende possibile per chi verrà dopo di noi».








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