Si è conclusa con una condanna a tre anni e quattro mesi la vicenda giudiziaria che ha visto protagonista Suor Bernadette, religiosa 46enne di origini indonesiane, accusata del furto di ingenti quantitativi di oro votivo sottratti a numerose parrocchie della diocesi di Ariano-Lacedonia. La sentenza è stata emessa dal Tribunale di Benevento a seguito del patteggiamento concordato con il pubblico ministero.La suora era imputata per furto aggravato e ricettazione. Secondo le indagini, nel corso del tempo sarebbero stati sottratti oltre 10 chili di oro, custoditi nel caveau blindato del palazzo vescovile, provenienti dagli ex voto di diverse chiese della diocesi. Diocesi che si è costituita parte civile nel processo.Durante le indagini, suor Bernadette ha sempre sostenuto di essere stata plagiata da un uomo residente all’estero, di cui non sarebbero note le generalità, affermando di essere stata indotta a compiere i furti. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il provento dei furti sarebbe stato trasferito su conti correnti esteri dopo la vendita dell’oro. La suora collaborava alla gestione dell’appartamento del vescovo insieme ad altre consorelle e per questo aveva libero accesso ai locali dove erano custoditi i tesori delle parrocchie diocesane.Determinante per l’avvio dell’inchiesta, la segnalazione dei parrocchiani del Santuario della Madonna della Neve di Bonito, che notarono la mancanza di parte dell’oro dal mantello della statua sacra della Vergine e si rivolsero al vescovo Melillo e ai carabinieri, dando così inizio alle indagini culminate nell’arresto della religiosa.








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