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Sannio

Figlio violento, picchia, minaccia la madre: scatta la misura cautelare

Il procuratore D'Angelo: "Profonda sofferenza morale di una madre costretta a denunciare richiede risposta istituzionale immediata e concreta"

carabinieri (carabinieri)


Una scelta dolorosa: madre costretta a denunciare il proprio figlio.

I  militari della Stazione Carabinieri di Arpaia hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura cautelare dell'allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, prescrivendo l'applicazione del braccialetto elettronico (ex art. 275-bis c.p.p.) nei confronti di un cittadino gravemente indiziato del reato di maltrattamenti in famiglia. 
“L’attività investigativa – spiega il procuratore della Repubblica di Benevento Nicola D’Angelo -  è scaturita dalla coraggiosa denuncia sporta dalla madre convivente dell'indagato, un atto doloroso ma fondamentale che ha permesso di accertare condotte abituali violente, minacciose e prevaricatrici da parte dell'uomo, spesso aggravate dall'uso di sostanze stupefacenti, tali da rendere la quotidianità della donna incompatibile con una normale e serena esistenza.
Dal punto di vista etico e sociale, la vicenda mette in luce il dramma sommerso delle violenze domestiche e, in particolare, la profonda sofferenza morale di una madre costretta a denunciare il proprio figlio per salvaguardare la propria incolumità.

Rompere il muro del silenzio all'interno delle mura familiari rappresenta un passo estremamente difficile, che richiede una risposta istituzionale immediata e concreta. In questo contesto, l'adozione di strumenti tecnologici di controllo come il braccialetto elettronico assume un alto valore civile, poiché garantisce una protezione reale alla vittima e le restituisce il diritto a una vita dignitosa e priva di paura. 
Trattandosi di una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, restano fermi i mezzi di impugnazione e il principio di presunzione di innocenza per l'indagato fino a un'eventuale sentenza definitiva”.

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