"Sono soddisfatto e orgoglioso di aver partecipato a questa vittoria, cui ho dato il mio contributo politico e culturale, con dedizione.
Molti in maniera maldestra e sbilenca, hanno tentato di strumentalizzare la mia vicenda. Ho spiegato che non mi sarei piegato certo ad una recriminazione vendicativa, anacronistica e incoerente con il merito della riforma.
Ho dimostrato e testimoniato che per me i valori politici, che danno forma alla mia storia, precedono le vicende di natura personale", sottolinea il sindaco di Benevento Clemente Mastella.
"Nonostante la corsa a intestarsi il risultato, non credo sia la vittoria del campo largo. Né questa è la prima manche delle Politiche.
Piuttosto si può costruire su questo risultato: la mobilitazione, come mostra la forte affluenza alle urne, sui valori fondativi e una sostanziale unità d'indirizzo sono le lezioni da tenere in caldo verso il 2027, dopo questa vittoria referendaria.
Il campo largo non ceda a forme narcisistiche che sarebbero stolte: ha votato, in questa occasione, un larga fetta di persone che da tempo non votava, ora vanno recuperati strutturalmente per le Politiche.
Non ha pagato l'errore di presunzione del centrodestra e della premier Meloni: la storia, anche recente, insegna che politicizzare e personalizzare i quesiti referendari, specie quando di natura costituzionale, non paga", prosegue Mastella.
"Auspico tuttavia - conclude il leader di Noi di Centro ed ex Guardadigilli- che si riallacino i fili del dialogo sul sistema Giustizia.
Non è irriformabile e alcune modifiche, su temi come i tempi biblici dei processi che paradossalmente questa riforma bocciata non trattava, sarebbero necessarie. Ma attraverso il dialogo parlamentare.
E' in Parlamento e con l'ascolto di tutti gli operatori del diritto (magistrati, avvocati, funzionari dei tribunali) che la giustizia italiana va riformata".








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