Emozione e partecipazione hanno caratterizzato questa mattina la cerimonia svoltasi presso il Salone degli Specchi della Prefettura di Avellino, nel corso della quale sono state consegnate sette Medaglie d’Onore conferite dal Presidente della Repubblica ai familiari di cittadini irpini deportati e internati durante la Seconda Guerra Mondiale. Un momento di alto valore civile, dedicato al ricordo di uomini che hanno vissuto esperienze di sofferenza e privazione, diventate parte della memoria collettiva del Paese.All’evento hanno preso parte i Sindaci dei Comuni interessati, le autorità civili, militari e religiose e i familiari dei decorati, che hanno ritirato le onorificenze in memoria dei propri congiunti. Le Medaglie d’Onore rappresentano il riconoscimento simbolico della Repubblica Italiana per il sacrificio affrontato e per la testimonianza umana che queste vicende continuano a offrire alle nuove generazioni.La cerimonia è stata accompagnata da un percorso musicale a cura del Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino, che ha alternato brani musicali integrati dalla lettura di testi.Nel suo intervento, il Prefetto di Avellino, Rossana Riflesso, ha sottolineato come la memoria storica rappresenti uno strumento essenziale per rafforzare i valori della convivenza civile, del rispetto e della solidarietà, evidenziando l’importanza di trasmettere queste testimonianze alle giovani generazioni come patrimonio comune. “Ricordare queste storie – ha infatti detto - significa riaffermare i principi fondamentali della nostra democrazia. Le Medaglie d’Onore non sono solo un riconoscimento formale, ma un segno concreto di gratitudine e di impegno verso una società fondata sulla dignità della persona e sul rispetto reciproco”.








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