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Carovita drammatico, De Luca: "La guerra in Ucraina la stiamo pagando noi"/VIDEO

E sulle manifestazioni violente e devastatrici, l'ex governatore della Campania non usa mezze misure: "Repressione"

Due i fronti su cui interviene l'ex governatore della Campania, Vincenzo De Luca.

Il sindaco di Salerno traccia una disamina puntuale su quanto sta accadendo in Italia e non solo: carovita e manifestazioni violente e devastatrici.

De Luca senza peli sulla lingua dice la sua e in particolare si sofferma sulle manifestazioni violente e devastatrici: "Non c'è alternativa: davanti alla violenza occorre reagire con determinazione attraverso le forze dell'ordine, anche valutando modifiche al codice penale". In una parola: "Repressione".

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"Il carovita è diventato drammatico. E' fondamentale intervenire su due livelli: quello socio-economico e quello della La guerra in Ucraina la stiamo pagando noi. Non usa mezzi termini il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca che fa una disamina puntuale su quanto sta accadendo a causa del carovita.

Riguardo alla situazione del carovita, ci sono sicuramente fortissimi ritardi nella comprensione di questo problema sociale, ormai diventato drammatico.

Non ci vorrà molto per capire che, in modo particolare per alcuni settori economici e per i trasporti, ci saranno ricadute generali.Se andiamo oggi in un supermercato, troveremo vuoti alcuni scaffali, soprattutto nel reparto frutta. La situazione sta diventando davvero drammatica e si continua a sottovalutare l'impatto economico-sociale della guerra in Ucraina.Rimango sconvolto quando sento i nostri governanti affermare che "siamo pronti a sostenere...".

A sostenere che cosa? Si sono resi conto che la guerra in Ucraina la stiamo pagando noi, nei paesi occidentali? Non lo hanno capito, o l'hanno sottovalutato.

Per il resto, è chiaro che all'interno dei movimenti di protesta confluiscano componenti diverse. È difficile credere che ragazzi di 15 o 16 anni manifestino per il carovita o per il blocco dell'ascensore sociale: ci sono dinamiche generazionali ed è evidente un fenomeno di emulazione rispetto a quanto accaduto in Francia e in Spagna.

In ogni caso, di fronte a episodi simili, è fondamentale intervenire su due livelli: quello socio-economico e quello della sicurezza. Si chiama repressione, un termine che in Italia si fatica a pronunciare. Quando vedo le immagini di quegli imbecilli che assaltano un supermercato a Milano, travolgendo un dipendente fermo all'ingresso, è evidente che serve una risposta ferma. Non c'è alternativa: davanti alla violenza occorre reagire con determinazione attraverso le forze dell'ordine, anche valutando modifiche al codice penale".

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