Ad un mese dall’ultima violenza verificatasi presso l’Ospedale “San Pio”, si registra un nuovo, grave episodio di aggressione ai danni del personale sanitario, questa volta presso il Dipartimento di Salute Mentale della ASL.
Il dottor Paolo Cavalli, direttore dell’UOC, è stato aggredito da un uomo, non paziente della struttura, presente nei corridoi degli ambulatori.
Nella colluttazione è rimasta ferita anche un’infermiera, accorsa in suo aiuto.
L’aggressione sarebbe scaturita da un semplice invito rivolto all’uomo ad allontanarsi, al fine di garantire la privacy dei pazienti.
Fondamentale e tempestivo è stato l’intervento dei Carabinieri, che hanno arrestato l’aggressore.
«È un episodio di una gravità inaccettabile – dichiara il presidente dell’OMCeO Benevento, Luca Milano . La violenza contro il personale sanitario non è più tollerabile, in alcuna forma. Né fisica, né verbale. Nessuna provocazione può giustificarla e nessuna frustrazione può legittimarla»
«Medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari devono poter svolgere il proprio lavoro in condizioni di sicurezza e serenità, senza essere costretti a lavorare nella paura. Chi aggredisce chi cura non colpisce soltanto un professionista, ma l’intera comunità e il diritto alla salute di tutti.
Questo episodio assume un significato ancora più amaro perché si verifica proprio mentre l’Ordine dei Medici di Benevento è impegnato nella manifestazione per la pace a Odessa, in Ucraina, a difesa del diritto alla vita e alla dignità di ogni persona, senza distinzioni e in qualunque contesto.
Essere medici significa anche essere costruttori di pace, difendere la vita, tutelare la dignità della persona e promuovere una cultura del rispetto. Per questo è particolarmente doloroso constatare che, mentre siamo impegnati a portare questo messaggio oltre i nostri confini, siamo costretti a denunciare episodi di violenza proprio nei luoghi deputati alla cura.
Non possiamo più limitarci a intervenire dopo ogni aggressione. Serve un cambiamento culturale profondo e serve subito.
È necessario costruire un Patto Culturale Nazionale che coinvolga istituzioni, scuola, famiglie e media, per restituire valore alla relazione tra medico e paziente, fondata sul rispetto, sulla fiducia e sulla reciproca responsabilità.
L’Ordine dei Medici di Benevento sostiene con determinazione la campagna della FNOMCeO e continuerà a promuovere iniziative di sensibilizzazione come “Io Ti Curo”, perché contrastare la violenza contro gli operatori sanitari significa difendere il diritto alla salute di tutti.
Ma accanto al cambiamento culturale è indispensabile una risposta concreta dello Stato.
Chiediamo la presenza costante delle Forze dell’Ordine nei presidi sanitari, la certezza della pena per chi aggredisce il personale sanitario e l’applicazione immediata ed effettiva delle tutele previste dalla legge.
Proteggere chi lavora per la salute significa proteggere la sanità pubblica e, con essa, la civiltà del nostro Paese.
Chi aggredisce un medico o un infermiere non colpisce soltanto una singola persona. Spezza la catena della cura e colpisce l’intera comunità.
Se chi deve curare è costretto a lavorare nel terrore, la sanità pubblica rischia di fermarsi. E quando viene meno la sicurezza degli operatori, a pagarne il prezzo sono prima di tutto i cittadini.
Per questo lo diciamo con forza: non faremo un solo passo indietro.
Continueremo a denunciare ogni episodio di violenza, a chiedere risposte concrete e a difendere con determinazione la dignità e la sicurezza di chi ogni giorno è al servizio della salute degli altri.
Chi aggredisce chi cura, aggredisce l’intera comunità. Ora basta – conclude il presidente dell’OMCeO Benevento, Luca Milano”.
La Direzione Generale dell'ASL Benevento esprime piena solidarietà e concreta vicinanza agli operatori coinvolti nell'episodio di aggressione verificatosi presso il Dipartimento di Salute Mentale.
In particolare, al dirigente medico, coordinatore delle attività del DSM, e all'infermiera che, nell'esercizio delle proprie funzioni e nello svolgimento delle attività assistenziali, sono stati vittime di un grave e inaccettabile atto di violenza.
«Quanto accaduto richiama l'attenzione sulla necessità di continuare a investire nella prevenzione e nella sicurezza degli operatori. - Dichiara la Direttrice Generale, dott.ssa Tiziana Spinosa- Proprio in questi giorni stiamo attivando uno specifico percorso formativo rivolto al personale dei servizi maggiormente esposti al rischio di aggressione, finalizzato a rafforzare le competenze nella comunicazione efficace, nell'individuazione precoce delle situazioni di tensione e nelle tecniche di de-escalation, strumenti fondamentali per contribuire a ridurre il rischio di comportamenti aggressivi e gestire in modo appropriato le situazioni critiche. La tutela degli operatori rappresenta una priorità per l'Azienda.
Per questo, - conclude la DG - continueremo a rafforzare, attraverso un approccio integrato, le misure organizzative, formative e di sicurezza necessarie a garantire condizioni di lavoro sempre più sicure e protette».








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