Questa mattina i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Benevento hanno dato esecuzione a un articolato, imponente e ramificato compendio di perquisizioni, disposto dalla Procura della Repubblica nei confronti di "17 indagati, a vario titolo, per i reati di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione per l’esercizio delle funzioni, induzione indebita a dare o promettere utilità, ricettazione e finanziamento illecito ai partiti".
"L’attività odierna – che vede coinvolti 4 dirigenti\funzionari del Comune di Benevento, un ex dirigente della Regione Campania, 7 imprenditori, 4 tecnici e 2 amministratori di enti locali della provincia – costituisce - spiega il procuratore Nicola D'Angelo - il punto di snodo di un'indagine complessa, condotta con il massimo rigore investigativo.
Essa trae origine dall'arresto in flagranza, avvenuto nel marzo del corrente anno, di un dirigente del Comune di Benevento, nella cui disponibilità furono rinvenute ingenti somme di denaro contante suddivise in apposite buste.
Nel corso dei successivi interrogatori resi dinanzi all'Ufficio del Pubblico Ministero, il predetto ha fornito un quadro dichiarativo di importante rilievo investigativo, articolato in dichiarazioni sia autoaccusatorie che eteroaccusatorie, che ha imposto a questo Ufficio un’approfondita e doverosa opera di verifica.
Gli accertamenti si estendono a molteplici e delicati settori della pubblica amministrazione, investendo diverse pratiche in essere presso l’ufficio urbanistico del Comune di Benevento, due procedure di conferimento di incarichi di verificatore e una di progettazione di opere pubbliche, tre procedure di affidamento in appalto per la progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori, quattro concorsi pubblici per l’assunzione di personale e cinque procedure di co-progettazione relative al secondo settore per i servizi alla persona, nonché le procedure di affidamento di incarichi di progettazione per il risanamento del dissesto idrogeologico presso i Comuni di Ponte, Frasso Telesino, San Giorgio la Molara, Pietraroja e l’Ente Parco del Taburno.
Rispetto a tale imponente patrimonio dichiarativo, la Procura ha ritenuto indispensabile procedere agli odierni atti di perquisizione e sequestro, finalizzati ad acquisire ogni utile riscontro, documentale e digitale, a supporto delle chiamate in correità e delle ipotesi d’accusa, nell'inderogabile interesse alla completa trasparenza e al pieno accertamento dei fatti.
In parallelo, nella giornata odierna è stata attivata la procedura per la richiesta, al Giudice per le Indagini Preliminari, di incidente probatorio, finalizzato all'esame del dichiarante nel pieno e garantito contradditorio tra le parti, così da cristallizzare un compendio probatorio pienamente utilizzabile nelle successive fasi del procedimento.
Si segnala, inoltre, la particolare complessità e la proiezione sovraterritoriale della vicenda: alcune delle ipotesi delittuose emerse risultano, infatti, di competenza del Procuratore Europeo. Contestualmente ai provvedimenti disposti da questa Autorità Giudiziaria, i Carabinieri stanno eseguendo analoghi atti delegati dalla Procura Europea, in un quadro di stretto e costante coordinamento istituzionale".
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Trattandosi di provvedimenti adottati nella fase delle indagini preliminari, per gli stessi sono ammessi i consueti mezzi di impugnazione. Al contempo, si rammenta che i destinatari delle misure sono persone sottoposte a indagine e che, in ossequio ai principi costituzionali, vanno presunti innocenti fino a sentenza definitiva irrevocabile.
(t.l.)








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